30 Gennaio 2021 Giudiziaria

#LE FOTO – MESSINA: INAUGURATO L’ANNO GIUDIZIARIO

FOTOGRAFIE DI ENRICO DI GIACOMO

È stato un breve intervento quello del presidente della Corte d’appello di Messina Michele Galluccio per l’apertura dell’anno giudiziario, in piena sintonia con le ristrettezze inevitabili dovute all’emergenza sanitaria.

«Il quadro generale del funzionamento dell’amministrazione giudiziaria nel Distretto, nel periodo 1 luglio 2019-30 giugno 2020, continua a registrare una situazione difficile, a causa delle vacanze contingenti di fatto e di diritto negli organici, sia presso la Sezione Lavoro della Corte, che presso i Tribunali di Messina, Barcellona P.G. e Patti, ma soprattutto del pesante arretrato che condiziona il rendimento complessivo degli uffici giudiziari, oltre a determinare un notevole dispendio di risorse pubbliche, conseguenti al contenzioso ex legge Pinto». Così ha esordito il presidente Galluccio durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Messina. “Le difficoltà – ha aggiunto – si aggravano in considerazione dei vuoti di organico del personale di cancelleria, al cui fabbisogno si sopperisce con i comandi, i distacchi e le applicazioni, per loro natura provvisoria e che, come tali, rendono impossibile il raggiungimento di un assetto stabile dei vari uffici, condizione imprescindibile per la piena operatività degli stessi. L’incessante processo di depauperamento delle unità operative, in conseguenza dei pensionamenti del personale amministrativo è stato, solo in parte, compensato, sin qui, dagli esiti del concorso per assistenti giudiziari e dalla progressione in carriera nella qualifica di funzionario giudiziario. Il Ministero, tuttavia, ha programmato in tempi brevi l’espletamento dei concorsi per operatore giudiziario, per direttore amministrativo (400 posti), per cancelliere esperto ( 2.600 posti), con uno sforzo notevolissimo di cui bisognare dare atto, in vista del potenziamento degli uffici».

I procedimenti pendenti

«La situazione delle sezioni penali dibattimentali continua a rimanere difficile, seppur con un decremento, dell’11%, delle pendenze, in numero di 253, al collegio e un incremento dell’8,9% per i procedimenti dinanzi al giudice monocratico (pendenti, al 30.6.2020, 3.360; erano 3.086 al 30.6.2019). L’elevato numero di procedimenti pendenti determina un concreto rischio di prescrizione dei reati, soprattutto di quelli con pena edittale non superiore a sei anni, con notevoli difficoltà di assicurare una risposta celere di giustizia – ha continuato il presidente Michele Galluccio – La situazione si è aggravata a seguito della sospensione delle attività dovute al periodo di lockdown per la necessità di limitare i procedimenti da trattare nelle singole udienze ad un numero compatibile con le esigenze di distanziamento interpersonale. Sul totale dei procedimenti definiti (2.033) a dibattimento collegiale e monocratico, le sentenze dichiarative di prescrizione sono state 45, pari al 2,3%. Quanto alla durata dei procedimenti definiti in dibattimento, la maggior parte (41,88% per il collegio e 31,99% per il monocratico) è compresa tra 1 e 2 anni, mentre supera i 2 anni il 33% dei procedimenti definiti dal collegio ed il 20,62% dei procedimenti definiti dal giudice monocratico».

Il secondo PalaGiustizia

«Venute ormai meno le speranze di ottenere in tempi brevi la realizzazione del Secondo Palazzo di Giustizia, l’unico spiraglio di luce, nel buio più totale della vicenda, è rappresentato dalla possibilità di ottenere in locazione alcuni locali di proprietà dell’Inps che certamente costituirebbe un notevole passo avanti in vista della soluzione dell’annoso problema. Questa presidenza, – prosegue Galluccio – il procuratore generale, il consiglio dell’ordine degli avvocati e la conferenza permanente dei capi degli uffici giudiziari, in tutte le sue componenti, si sono tempestivamente attivati sul punto e adesso spetta al Ministero assumere le relative determinazioni. Il dovere istituzionale ci impone di affrontare l’argomento dell’edilizia giudiziaria, tenuto conto che quelle condizioni di estrema criticità, per la mancanza di locali e per i problemi di salubrità e sicurezza per quelli in atto a disposizione (di cui rappresenta esempio paradigmatico la degradante condizione in cui tanti lavoratori sono costretti a operare. In particolare – conclude Galluccio – nei locali dell’ufficio GIP-GUP, siti nel piano seminterrato nella sede della Sezione Lavoro del Tribunale e dell’Ufficio del Giudice di Pace) sono stati acuiti dalla emergenza epidemiologica e dalla necessaria osservanza delle norme di distanziamento sociale dalla stessa imposte per evitare il contagio».

La sfida del Covid

«La sfida che Consiglio Superiore della Magistratura, Ministero della Giustizia e Consiglio Nazionale Forense hanno davanti è quella di cogliere l’occasione della vicenda Covid, per sviluppare, sulla base della esperienza di questi mesi, un complessivo progetto di ammodernamento e digitalizzazione della attività giudiziaria che, superata la fase dell’emergenza, possa costituire il fondamento della amministrazione della giustizia per le generazioni future – ha detto ancora il presidente Galluccio – Ai magistrati – prosegue Galluccio – in particolare, spetta, ora più che mai, nella consapevolezza delle difficoltà che il paese attraversa, la responsabilità di fornire, con spirito di servizio, il proprio contributo, attraverso un comportamento improntato a serenità ed equilibrio, nell’impegno di quotidiana e concreta testimonianza, con i comportamenti, del sacrificio delle Toghe cadute nell’adempimento del dovere. Nella fedeltà alla toga, essi sono accomunati agli avvocati, con cui in questi anni difficili e di grandi mutamenti, si sono condivisi il cammino e le sfide imposte dal mutare dei tempi quali compagni di una avvincente avventura umana, nella distinzione dei ruoli, ma in unità di intenti. L’emergenza sanitaria da COVID-19, è stata foriera di notevoli potenzialità, ma anche di indiscusse difficoltà – e con oscillazione tra udienze in presenza e da remoto, in considerazione dell’evoluzione della situazione sanitaria, fino al suo progressivo aggravamento in autunno, nella continua e ardua ricerca di soluzioni operative che consentissero di contemperare le esigenze di contenimento della propagazione del virus con la prosecuzione della attività».

Durante l’inaugurazione si sono alternate le relazioni del presidente della Corte d’appello Michele Galluccio (testo integrale), del procuratore generale Vincenzo Barbaro (testo integrale) e del presidente dell’Ordine degli avvocati Domenico Santoro (testo integrale).