LE INTERCETTAZIONI: Il boss Castello contro il giornalista Borrometi. Inchieste giornalisti impediscono strategia inabissamento

2 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Non solo le attività degli investigatori ma anche le inchieste giornalistiche preoccupano i boss di Cosa Nostra. Soprattutto perché impediscono quella strategia dell'"inabissamento" che già  Bernardo Provenzano aveva posto come "regola di vita".

E' quanto emerge dalle intercettazioni contenute nell'ordinanza dei 23 fermi effettuati questa mattina dai Ros nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo. A parlare fra loro sono Simone Castello, uomo d'onore di Villabate e già fedelissimo di Provenzano, e Giancarlo Buggea, rappresentante del capomafia agrigentino Giuseppe Falsone. Al centro delle loro attenzioni il giornalista Paolo Borrometi, sotto scorta per le sue inchieste sui clan.

"Questo qui, Borrometi - dice Castello - ha fatto un post, pubblicato e riportato da La Sicilia di Catania... si mette e si fa i film... questo vuole fare un film e lo vuole fare su di me a quanto pare...". E ancora: "...Io che passeggio il cane, cose, cene nelle barche con imprenditori più grossi d'Europa... Un film... e mira... siccome ha fatto prima il libro ora mira a fare il film tipo Saviano...".

A infastidire Castello non sono tanto le rivelazioni di Borrometi sulla sua vita ma quanto queste non gli consentano di mantenere un basso profilo, di passare inosservato. "Il fatto che questo sa che io passeggio il mio cane, cose... gliele possono solo dire..." dice l'uomo d'onore parlando con Buggea. Il suo avvocato gli aveva a sconsigliato la querela e lui risponde “però “teniamo presente”.

Un problema, si sottolinea nell'ordinanza non solo per il singolo associato 'bersaglio' del giornalista ma anche per l'intera associazione, tanto da spingere Castello a "richiedere ospitalità in altri paesi siciliani presso altre famiglie mafiose", quale quella capeggiata da Buggea. "Fa discorsi di associazione, tutti questi che hanno arrestato là, li mette come se avessimo fatto un patto loro con me - dice Castello - E allora io mi sto spostando... ho detto me ne vado a Licata, ma invece siccome non può essere... oggi, domani, la lascio la casa di Pachino... me ne scendo a Villabate per il momento...".

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