2 Febbraio 2021 Politica e Sindacato

Messina, i gruppi consiliari PD e LiberaME ritirano gli emendamenti e abbandonano i lavori dell’aula

È ancora in corso la seduta di consiglio comunale dedicata al bilancio di previsione. Assente il sindaco Cateno De Luca, a rappresentare l’amministrazione il vicesindaco Carlotta Previti. Una seduta già calda nelle premesse, resa ancor più incandescente da un lungo chiarimento fatto ad inizio lavori dal presidente del consiglio comunale Claudio Cardile, che ha risposto colpo su colpo alla ricostruzione fatta nei giorni scorsi da De Luca sull’iter del bilancio. La svolta (che dovrebbe portare all’approvazione dell’atto) è arrivata con la fuoriuscita dall’aula del Pd e di LiberaMe. Una decisione spiegata così in un comunicato congiunto:

“Il Partito democratico e i gruppi consiliari PD e Liberame, nella contingenza della pandemia in corso e della conseguente profonda crisi economico-sociale che stanno vivendo i cittadini, avevano tentato, come precipua prerogativa dell’Organo consiliare, di presentare emendamenti alla proposta di delibera di bilancio previsionale 2021-2023, per renderla più incisiva in relazione agli aiuti a cittadini ed imprese, rispetto a quella prevista dall’Amministrazione, allocando in appositi capitoli maggiori risorse finalizzate a tale scopo” scrivono in una nota i consiglieri comunali del Partito Democratico e di LiberaME Gaetano Gennaro, Biagio Bonfiglio, Felice Calabró, Massimo Rizzo, Antonella Russo e Alessandro Russo, che aggiungono, “i consiglieri, quindi, non hanno potuto far altro che prendere atto della totale chiusura politica già espressa dal Sindaco-Assessore al Bilancio, che con tono imperioso ha espressamente dichiarato la sua contrarietà ad ogni, anche minimo, mutamento delle poste in bilancio ad opera del Consiglio comunale. Peraltro, gli stessi pareri tecnici apposti in calce ai loro emendamenti sono stati tutti, e dicasi tutti, emessi negativamente. Tale espressione del loro parere è stata da noi fortemente contestata, con argomenti di ordine tecnico, in quanto frutto di una impostazione tecnico-contabile che di fatto mortifica, se non addirittura vanifica, il ruolo stesso di ogni consigliere comunale, privato del suo potere di iniziativa previsto per legge, e ridotto a mero ratificatore di decisioni altrui. Grazie al nostro intervento è stato anche finalmente chiarito in aula che la riattivazione della family card poteva prescindere dall’approvazione di questo bilancio (la cui scadenza – si ricordi – su richiesta dell’Anci nazionale è stata prorogata al 31/03/2021) ed essere prevista in una apposita e snella delibera di giunta. Alla luce di ciò, e constatata anche l’assenza in aula del Sindaco-Assessore proponente la delibera, abbiamo ritenuto inevitabile, anche per non essere tacciati di ostruzionismo rispetto ai tempi di approvazione della proposta di delibera, di ritirare tutti gli emendamenti, e conseguentemente di non prendere più parte alla discussione ed al voto su una delibera rispetto alla quale abbiamo constatato che potevamo rappresentare solo la figura di meri esecutori acritici e non propositivi. Per il rispetto della città, dei ruoli delle istituzioni democratiche votate dai cittadini, abbiamo deciso di dire no”, concludono i consiglieri comunali.