Operazione Dinastia: Il gup ha rigettato i 32 patteggiamenti

2 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Tutti e 32 rigettati. Evidentemente non li ha ritenuti “congrui” sul piano della pena rispetto ai reati contestati. Si torna indietro, in pratica, per il troncone dedicato ai patteggiamenti del maxiprocesso “Dinastia” con 72 imputati sulle vecchie e nuove leve della criminalità barcellonese e il traffico di droga, che il 29 gennaio scorso s'era diviso in tre parti, tra richieste di patteggiamento (32) e d'abbreviato (26), e rito ordinario (13). All'aula bunker di Gazzi, quel giorno il gup Monia De Francesco aveva devoluto ovviamente la trattazione dei patteggiamenti ad un altro giudice, il gup Eugenio Fiorentino, “trattenendo” la gestione di abbreviati e ordinari. E ieri il gup Fiorentino dopo una lunga camera di consiglio in tarda mattinata ha fatto conoscere la sua decisione: rigettate tutte e 32 le proposte di “pena concordata” tra accusa e difesa, che oscillavano tra i 2 e i 3 anni di reclusione. Quindi ha restituito gli atti alla collega De Francesco, rinviando tutti all'udienza preliminare per i riti ordinari che si terrà domani (in quella sede gli imputati formalizzeranno le loro nuove scelte dibattimentali).

Avevano scelto il patteggiamento della pena in 32: Francesco Anania, Cristian Barresi, Pietro Bonfiglio, Alessandro Calderone, Seby Dylan Caliri, Pietro Caliri, Carmelo Cannistrà, Antonino Chiofalo, Francesco Doddo, Giovanni Fiore, Marco Formica, Vincenzo Vito Gallo, Vincenzo Gullotti, Antonino Iacono, Salvatore Laudani, Carmelo Mazzù, Lorenzo Mazzù, Simone Mirabito, Edmond Ndoj, Jesus Matias Piccolo, Salvatore Piccolo, Angelo Porcino, Carmelo Quattrocchi, Sebastiano Salicola, Giuseppe Scalia, Francesco Scarpaci, Tindaro Carmelo Scordino, Tindaro Santo Scordino, Andrea Sgroi, Antonino Signorello, Sergio Spada, Andrea Villini.

L'operazione “Dinastia” è l'inchiesta della Dda di Messina, gestita dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e dai sostituti della Dda Fabrizio Monaco e Francesco Massara tra vecchie e nuove leve della criminalità organizzata, con alcuni “rampolli” delle più note famiglie mafiose di Barcellona Pozzo di Gotto. Basata su quattro diverse ordinanze, fu portata a termine nel febbraio scorso dai carabinieri del Ros e delle Compagnie di Barcellona e Milazzo, con l'esecuzione di 58 misure cautelari.

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