4 Febbraio 2021 Giudiziaria

Il procuratore al sindaco: «Un uso distorto della Pg della polizia municipale»

“La creazione di una Sezione di P.G. presso il Comando della Polizia Municipale (comunque denominata nelle sue interne articolazioni) e, dunque, al di fuori di quella istituita presso questa Procura della Repubblica ex art. 56 c. 1° c.p.p., costituendo – di fatto -, un servizio, risulta contra legem”.

Ed ancora: «Vera e propria attività d’indagine svolta in totale e non consentita autonomia».

Sono questi i passaggi salienti della lettera che il procuratore capo Maurizio de Lucia ha scritto nei giorni scorsi al sindaco Cateno De Luca, al prefetto Maria Carmela Librizzi e al procuratore generale Vincenzo Barbaro, per chiarire alcuni aspetti che riguardano l’attività della Sezione di polizia giudiziaria della Polizia municipale. Una sezione che a quanto pare si è negli ultimi tempi “sdoppiata”, perché come scrive il magistrato ce n’è una che dipende dalla Procura e un’altra che fa capo al Comando del Corpo.

Ancora il procuratore che spiega: «Questa Procura della Repubblica ha ricevuto in più occasioni dagli uffici di Polizia Municipale di Messina, “Sezione di Polizia Giudiziaria”, atti qualificati “annotazioni di polizia giudiziaria ex. art. 357”, dei quali risulta destinato, come si trae dagli indirizzi, anche il comando Corpo Polizia Municipale di Messina. Tali atti contengono lo svolgimento di vera e propria attività di indagine svolta in totale e non consentita autonomia».

C’è di più: «Ancora, di recente – scrive il magistrato -, sono stati trasmessi a questo Ufficio da parte della medesima “Sezione di Polizia Giudiziaria” (in altri atti denominata Sezione Operativa Polizia Giudiziaria P.M. o Nucleo Operativo), alcuni “esposti” del sindaco presentati a quella sezione mutuando la procedura prevista dall’art. 336 c.p.p.. Senza scendere nel particolare degli atti – afferma il magistrato -, devo rilevare, dal loro tenore, lo svolgimento – da parte della Polizia Municipale -, di attività di polizia giudiziaria volta all’accertamento di responsabilità penale in capo a soggetti negli atti stessi citati e solo quale successiva conseguenza dell’attività investigativa svolta, l’invio a questa Procura della Repubblica». Fonte: Gazzetta del Sud