DINASTIA: La droga dei “rampolli”. Sono 48 gli abbreviati

5 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Si rimescolano ancora una volta le carte all'udienza preliminare per il maxiprocesso Dinastia sul traffico di droga, messo in piedi tra vecchie e nuove leve della criminalità organizzata barcellonese. Ed è la naturale conseguenza del “no” espresso dal gup Eugenio Fiorentino agli oltre 30 patteggiamenti proposti nei giorni scorsi da un folto gruppo di imputati, perché non aveva ritenuto congrue le pene concordate. Ieri davanti ad un altro gup, Monia De Francesco, il giudice che gestisce l'udienza preliminare “principale”, all'aula bunker di Gazzi è stato ridefinito l'intero quadro processuale rispetto ai 71 imputati. Ora sono ben 48 i giudizi abbreviati, mentre altri 21 hanno scelto di proseguire con il rito ordinario. Uno solo il patteggiamento accolto. Continua ad essere stralciata per “impedimento” la posizione di un imputato (Francesco Ianniello), mentre uno è deceduto (la Procura ha chiesto ieri il “non luogo a procedere”).

Ecco quindi il dettaglio. Hanno avuto accesso all'abbreviato in 49: Luca Amato, Franceco Anania, Cristian Barresi, Daniele Salvatore Bertolami, Lucia Bilardo, Pietro Bonfiglio, Salvatore Bucolo, Alessandro Calderone, Dylan Seby Caliri, Pietro Caliri, Carmelo Cannistrà, Salvatore Felice Chillari, Carmelo Chiofalo, Fabio Crea, Giovanni Crinò, Rosaria De Gaetano, Emanuele Di Salvo, Mauro Di Salvo, Nunzio Di Salvo, Carmelo Driacchio, Claudio Febo, Giovanni Fiore, Carmelo Vito Foti, Vito Vincenzo Gallo, Filippo Genovese, Mattia Giardina, Vincenzo Gullotti, Salvatore Laudani, Samuele Marino, Carmelo Mazzù, Lorenzo Mazzù, Bernardo Mendolia, Massimiliano Munafò, Giuseppe Murabito, Matias Jesus Piccolo, Salvatore Piccolo, Gjergj “Giorgio” Preci, Giuseppe Puliafito, Sebastiano Puliafito, Carmelo Quattrocchi, Antonino Recupero, Giuseppe Scalia, Francesco Scarpaci, Carmelo Tindaro Scordino, Tindaro Santo Scordino, Antonino Signorello, Sergio Spada, Ansrea Villini.

Hanno invece optato per il rito ordinario in 21: Antonino Chiofalo, Marco Chiofalo, Bartolo D'Amico, Mauro Di Bella, Cristina Di Salvo, Francesco Doddo, Marco Formica, Luciano Fugazzotto, Tindaro Giardina, Antonino Iacono, Simone Mirabito, Edmond Ndoj, Vincenzo Nucera, Vincenzo Rosano, Sebastiano Salicola, Andrea Sgroi, Filippo Torre, Giuseppe Torre, Roberto Torre, Salvatore Torre, Francesco Turiano. Per i 21 del rito ordinario ieri la Procura, con l'aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti della Dda Fabrizio Monaco e Francesco Massara, ha reiterato la richiesta di rinvio a giudizio, confermato il quadro delle accuse. L'unico patteggiamento definito in questa maratona giudiziaria è quello dell'esponente di Cosa nostra barcellonese Angelo Porcino: un anno di reclusione in “continuazione” con processi precedenti definiti, per un cumulo finale rispetto alle altre condanne, di 9 anni, un mese e 10 giorni di reclusione, e il risarcimento alle parti civili, Addiopizzo Messina e Associazione antimafia “Alfredo Agosta”.

L'operazione “Dinastia” è l'inchiesta della Dda di Messina tra vecchie e nuove leve della criminalità organizzata, con alcuni “rampolli” delle più note famiglie mafiose di Barcellona. Basata su quattro diverse ordinanze, fu portata a termine nel febbraio scorso dai carabinieri del Ros e delle Compagnie di Barcellona e Milazzo, con l'esecuzione di 58 misure cautelari. Al centro un florido traffico di cocaina, hashish e marijuana, nell'area tirrenica e alle Eolie. Uno smercio in grande stile che avveniva anche utilizzando i social network e un codice per evitare di finire intercettati.

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