8 Febbraio 2021 Cronaca di Messina e Provincia

Libera appartamento da mobili e suppellettili scaricandoli alla foce del torrente Gazzi. Denunciato dai vigili urbani

Abbandona un intero carico nell’alveo del torrente Gazzi alla ZIR, ripreso da un cittadino che ha filmato tutta la scena. Giornata impegnativa quella del reparto Ambientale della Polizia Municipale di Messina guidata dal comandante vicario Commissario Giovanni Giardina, un’intensa attività d’indagine ha permesso di risalire al responsabile dell’abbandono dei rifuti, un uomo che, utilizzando il mezzo della ditta presso la quale lavora, ha liberato un appartamento da mobili e suppellettili scaricandoli alla foce del torrente Gazzi. L’ispettore Giacomo Visalli, che ha seguito l’indagine che, nelle prime ore del pomeriggio, hanno permesso di individuare il veicolo ed il suo conducente, si dice sconcertato poiché dal video, girato da un libero cittadino a distanza, si nota la presenza di un altra persona passeggiare con il cane, con assoluta indifferenza, nelle immediate vicinanze del veicolo. Per l’illecita condotta il responsabile è stato deferito all’autorità giudiziaria, mentre sia l’area che l’autocarro sono stato sottoposti a sequestro giudiziario. L’uomo dovrà rispondere di ​ trasporto ed abbandono di rifuti speciali pericolosi art. 256 D.Lgs 152/06 e di ostruzione al regolare deflusso delle acque D.R. 523/04. Nella medesima giornata personale dell’altra branca della polizia specialistica ossia la polizia commerciale coordinata dall’ispettore capo Cifalà Giuseppe impegnata in un servizio anticovid e di sicurezza alimentare ha accertato che quattro operatori del mercato biologico domenicale stavano ponendo in vendita vino e conserve di pomodoro prive di qualsiasi etichetta o comunque di indicazione tale da poter ricondurre i prodotti all’attività agro-alimentare del commerciante. Infatti controlli incrociati hanno evidenziato che le attività controllare non rientrando tra i produttori vinicoli e le cui coltivazioni erano peraltro non attinenti con dette produzioni stavano ponendo in vendita non solo prodotti privi di qualsiasi indicazione sulla tracciabilità dell’alimentazione ​ ma ancor più di dubbia provenienza. Si riscontrava inoltre che anche i contenitori usati per il travaso e la conservazione erano riciclati ossia vecchie confezioni di passate di pomodoro, bottiglie di acqua e di bevande gassate riutilizzare, chiuse in modo così approssimato tale da rendere impossibile qualsiasi salvaguardia sulla conservazione e durata. Per tutte queste ragioni, oltre alla prevista contestazione dell’ illecito amministrativo accertato per la violazione del regolamento ce sulla etichettatura degli alimenti, sono stati posti sotto sequestro circa 200 litri di vino e aceto e circa 20 confezioni di conserva di pomodoro.