Il romeno arrestato per omicidio resta in cella

12 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Resta rinchiuso in carcere il giovane romeno, Tiberius Stelian Apetroaei, 25 anni, che era stato arrestato venerdì della scorsa settimana, perché accusato di aver ucciso, nella notte del 19 maggio del 2019, il fratello maggiore, Ciprian Catalin Apetroaei, 26 anni. Un delitto, questo, che sarebbe stato fatto passare - secondo gli indizi di colpevolezza raccolti dai carabinieri che hanno svolto le indagini - come caduta accidentale dal primo primo piano di una casa di campagna di contrada Posto, a Barcellona, giustificando la stessa caduta con lo stato di momentanea incapacità della vittima, causato dall'eccessivo uso di alcool avvenuto nel corso della stessa serata in un bar della zona. Ieri il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Barcellona, Salvatore Pugliese, che aveva interrogato martedì scorso il giovane arrestato, ha rigettato la richiesta dei suoi difensori, gli avvocati Giuseppe Ciminata e Carmelo Mostaccio, condividendo le motivazioni espresse dal sostituto procuratore Carlo Bray che aveva dato parere negativo alla revoca della custodia cautelare in carcere e alla sostituzione di tale misura con quella degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Infatti sia il Gip che il Pubblico ministero della Procura di Barcellona ritengono non siano mutate le esigenze cautelari che hanno determinato la custodia cautelare in carcere. E ritengono ancora sussistente il pericolo di fuga, oltre ai gravi indizi di colpevolezza, giudicando dunque proporzionata alla gravità dei fatti la detenzione carceraria. Fonte: Leonardo Orlando - Gazzetta del sud

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