Sezione di Pg, indagati vigili urbani

16 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

La storia della Sezione di polizia giudiziaria della Polizia municipale “parallela” non si è certo conclusa. Perché a quanto pare - come scrive Nuccio Anselmo su Gazzetta del Sud - ci sarebbero parecchi indagati per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico proprio tra quei vigili urbani che già dal marzo del 2020, quando scattò il primo grande lockdown nazionale, presero parte in città ad accertamenti investigativi non su input della Procura ma bensì da parte di Palazzo Zanca. Si tratta intanto dei famigerati accertamenti per gli “sciatori” che rientrarono in città proprio in quel periodo ormai lontano, ma a quanto pare agli atti dell'inchiesta ci sarebbero poi tutta una serie di controlli che sono stati effettuati anche in periodi successivi. Accertamenti che non sono stati eseguiti su input della Procura, visto che tutte la sezioni di Pg sono alle dirette dipendenze della magistratura inquirente come prevede la normativa in materia, e oltretutto comunicati solo dopo, a cose fatte, con atti di servizio ufficiali.

A mettere tutto nero su bianco era stato nei giorni scorsi il procuratore capo Maurizio de Lucia, che aveva scritto una “riservata personale” al sindaco Cateno De Luca sul vero e proprio «uso distorto della Pg della polizia municipale» che per mesi è stato fatto a Palazzo Zanca, con una «... vera e propria attività d'indagine svolta in totale e non consentita autonomia». Il procuratore aveva poi affermato che «... la creazione di una Sezione di P.G. presso il Comando della Polizia Municipale (comunque denominata nelle sue interne articolazioni) e, dunque, al di fuori di quella istituita presso questa Procura della Repubblica ex art. 56 c. 1° c.p.p.», costituendo - di fatto -, un servizio, risulta contra legem». E le ultime righe della missiva diretta al sindaco De Luca erano inequivocabili: «... La invito pertanto ad adeguare il comportamento della Polizia municipale di Messina ai canoni di legge sopra richiamati».

Il procuratore aveva poi spiegato al sindaco che: «... questa Procura della Repubblica ha ricevuto in più occasioni dagli uffici di Polizia Municipale di Messina, “Sezione di Polizia Giudiziaria”, atti qualificati “annotazioni di polizia giudiziaria ex. art. 357”, dei quali risulta destinato, come si trae dagli indirizzi, anche il comando Corpo Polizia Municipale di Messina. Tali atti contengono lo svolgimento di vera e propria attività di indagine svolta in totale e non consentita autonomia ... Ancora, di recente - aveva scritto il magistrato -, sono stati trasmessi a questo Ufficio da parte della medesima “Sezione di Polizia Giudiziaria” (in altri atti denominata Sezione Operativa Polizia Giudiziaria P.M. o Nucleo Operativo), alcuni “esposti” del sindaco presentati a quella sezione mutuando la procedura prevista dall'art. 336 c.p.p.».

«... non consentita autonomia»

Nella lettera inviata al sindaco il procuratore de Lucia ha scritto tra l'altro: «Questa Procura della Repubblica ha ricevuto, in più occasioni dagli uffici di Polizia Municipale di Messina, “Sezione di Polizia Giudiziaria”, atti qualificati “annotazioni di polizia giudiziaria, ex art. 357”, dei quali risulta destinato, come si trae dagli indirizzi, anche il Comando Corpo Polizia Municipale di Messina. Tali atti contengono lo svolgimento di vera e propria attività di indagine svolta in totale e non consentita autonomia. A titolo esemplificativo evidenzio la nota del marzo 2020 con cui si è portata a conoscenza di questa A.G. attività informativa svolta per l'individuazione dei soggetti che non avrebbero ottemperato alle prescrizioni (all'epoca) di rilievo penale ai sensi del Dpcm datato 8-3-2020. Ancora, di recente, sono stati trasmessi a questo Ufficio da parte della medesima “Sezione di Polizia Giudiziaria” alcuni “esposti” del Sindaco presentati a quella sezione mutuando la procedura prevista dall'art. 336 c.p.p. Senza scendere nel particolare degli atti, devo rilevare, dal loro tenore, lo svolgimento da parte della Polizia Municipale di attività di polizia giudiziaria volta all'accertamento di responsabilità penale in capo ai soggetti negli atti stessi citati e solo quale successiva conseguenza dell'attività investigativa svolta, l'invio a questa Procura della Repubblica».

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