“Dinastia”, chiesti 300 anni di carcere. I pm hanno sollecitato per 49 imputati pene tra 18 anni e 8 mesi

20 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

Quasi trecento anni di carcere. Con richieste di pena che vanno dagli 8 mesi fino ai 18 anni. Per 49 tra capi, affiliati e gregari imputati nel maxiprocesso “Dinastia”, ovvero la più recente riorganizzazione della criminalità organizzata barcellonese che guardava sopratutto al business del traffico di droga.

È durata l'intera mattinata all'aula bunker del carcere di Gazzi la requisitoria dell'accusa per i 49 riti abbreviati della “Dinastia”, uno dei tronconi in cui s'è diviso il procedimento davanti al gup Monia De Francesco in udienza preliminare. A rappresentare l'accusa c'erano ieri al bunker il procuratore aggiunto Vito Di Giorgio e il sostituto della Dda Fabrizio Monaco, che hanno formulato le richieste tenendo conto dello “sconto” di pena di un terzo per la scelta del rito alternativo da parte degli imputati.

Le richieste del pm

Ecco il dettaglio delle richieste di pena: Luca Amato (2 anni e 2 mesi), Francesco Anania (16 anni e 4 mesi), Cristian Barresi (5 anni e 25.000 euro di multa), Daniele Salvatore Bertolami (3 anni), Lucia Bilardo (8 mesi, con la concessione delle attenuanti generiche), Pietro Bonfiglio (2 anni), Salvatore Bucolo (8 anni e 4 mesi, in “continuazione” con la condanna del processo “Gotha 4”), Alessandro Calderone (2 anni e 4 mesi), Dylan Seby Caliri (2 anni), Pietro Caliri (3 anni e 10 mesi), Carmelo Cannistrà (2 anni), Salvatore Felice Chillari (3 anni), Carmelo Chiofalo (3 anni), Fabio Crea (2 anni e 6 mesi), Giovanni Crinò (8 anni e 8 mesi), Rosaria De Gaetano (5 anni), Emanuele Di Salvo (4 anni e 2 mesi), Mauro Di Salvo (5 anni), Nunzio Di Salvo (3 anni), Carmelo Driacchio (2 anni e 6 mesi), Claudio Febo (3 anni), Giovanni Fiore (16 anni e 8 mesi), Carmelo Vito Foti (8 anni), Vito Vincenzo Gallo (8 anni e 8 mesi, in “continuazione” con la condanna del processo “Gotha 4”), Filippo Genovese (3 anni e 6 mesi), Mattia Giardina (3 anni), Vincenzo Gullotti (2 anni), Francesco Ianniello (3 anni), Salvatore Laudani (12 anni), Samuele Marino (3 anni), Carmelo Mazzù (un anno e 8 mesi), Lorenzo Mazzù (2 anni), Bernardo Mendolia (4 anni e 8 mesi, con il riconoscimento di un'attenuante), Massimiliano Munafò (6 anni e 2 mesi), Giuseppe Murabito (2 anni e 8 mesi), Matias Jesus Piccolo (2 anni), Salvatore Piccolo (3 anni), Gjergj “Giorgio” Preci (16 anni e 8 mesi), Giuseppe Puliafito (8 anni e 2 mesi), Sebastiano Puliafito (18 anni), Carmelo Quattrocchi (un anno e 4 mesi), Antonino Recupero (3 anni), Giuseppe Scalia (12 anni), Francesco Scarpaci (2 anni), Carmelo Tindaro Scordino (un anno e 8 mesi), Tindaro Santo Scordino (un anno e 4 mesi), Antonino Signorello (8 anni e 2 mesi), Sergio Spada (2 anni e 8 mesi), Andrea Villini (2 anni).

Già ieri mattina dopo la requisitoria dell'accusa si è proseguito con gli interventi dei legali di parte civile e di alcuni dei difensori, poi il gup ha fissato un calendario di udienze fino al 15 giugno, quando potrebbe aversi la sentenza dei 49 giudizi abbreviati.

L'operazione “Dinastia” è l'inchiesta della Dda di Messina tra vecchie e nuove leve della criminalità organizzata, con alcuni “rampolli” delle più note famiglie mafiose di Barcellona. Basata su quattro diverse ordinanze, fu portata a termine nel febbraio scorso dai carabinieri del Ros e delle Compagnie di Barcellona e Milazzo, con l'esecuzione di 58 misure cautelari. Al centro un florido traffico di cocaina, hashish e marijuana, nell'area tirrenica e alle Eolie. Uno smercio in grande stile che avveniva anche utilizzando i social network e un codice per evitare di finire intercettati.

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