La morte di Ylenia Bonavera a Catania Al via perizia psichiatrica sull’omicida

27 Febbraio 2021 Inchieste/Giudiziaria

L'inchiesta sulla tragica fine di Ylenia Bonavera abbraccia la fase delle condizioni di salute della sua omicida. È ancorata, al momento, all'incidente probatorio finalizzato a stabilire se Daniela Agata Nicotra sia in grado di intendere e di volere e se lo fosse nel momento in cui, lo scorso 9 dicembre, ha inferto una coltellata alla giugulare della ventiseienne messinese, in strada, nel quartiere di San Cristoforo, durante una colluttazione. Un'aggressione in seguito alla quale Ylenia è stata trasportata all'ospedale Garibaldi, dove il suo cuore ha cessato di battere nel corso della notte.

Al Tribunale di Catania si è svolta la prima udienza del procedimento speciale volto ad acquisire fonti di prova sullo stato psichico dell'indagata 34enne catanese, assente in aula e rinchiusa nel carcere di Piazza Lanza. Il suo difensore, l'avvocato Giovanni Chiara, insiste sulla tesi dei disturbi mentali che già affliggevano Daniela Agata Nicotra. Una tesi respinta con forza dalla madre di Ylenia , la signora Anna Giorgio Piluso, che chiede giustizia e verità, tramite il suo avvocato Vittoria Santoro. Quest'ultima ha nominato come consulente di parte la dottoressa Mariapia Cocivera e ha prodotto della documentazione che integrerà successivamente, mentre l'esperto individuato dalla Procura di Catania, il primario di Psichiatria del Policlinico di Catania Eugenio Aguglia, inizierà la perizia sull'indagata il prossimo 6 marzo e la depositerà un mese dopo. Trenta giorni durante i quali dovrà rispondere ai tre quesiti formulati dai sostituti procuratori Fabrizio Aliotta e Michela Maresca. Prossima udienza fissata il 12 maggio.

Nel provvedimento con cui ha fissato l'incidente probatorio, il gip Maria Ivana Cardillo ha definito l'atto istruttorio «rilevante ai fini dell'esatta qualificazione giuridica della vicenda oggetto di indagine». Tre i nodi da sciogliere: stabilire se Nicotra «al momento della commissione dei fatti, fosse, per infermità, in stato di mente tale da escludere o, senza escluderla, scemare grandemente, la capacità di intendere e di volere tenuto conto anche delle dichiarazioni da lei rese il giorno successivo rispetto al compimento dei fatti nel corso dell'interrogatorio»; «se l'indagata sia da considerarsi soggetto socialmente pericoloso»; «se lo stato di mente» della 34enne catanese «sia, per infermità, tale da impedire la cosciente partecipazione al procedimento».

La mamma di Ylenia e l'avvocato Santoro non dubitano sulle buone condizioni di salute dell'indagata con la pesante accusa di omicidio volontario aggravato. E le testimonianze del genitore di Ylenia, composte dalla pregressa conoscenza della 34enne, saranno allegate al fascicolo, contenute in una corposa memoria difensiva in corso di predisposizione. A corroborare l'argomentazione dell'assenza di qualsivoglia disturbo di cui soffrirebbe l'indagata è la consulente Mariapia Cocivera, psicopedagogista clinico forense e criminologo investigativo, consulente di parte. La relazione più recente sullo stato di salute dell'indagata è stata stilata dall'Azienda sanitaria provinciale di Catania il 22 gennaio scorso: «Affetta da disturbo psicotico a carattere paranoideo in fase di scompenso, eteroaggressività, assenza di coscienza di malattia e compliance alla terapia farmacologica, assuntore di sostanze stupefacenti». Persone offese risultano anche il padre della 26enne messinese Antonino Bonavera e tre fratelli minorenni, assistiti dall'avvocato Rosy Spitale.

I fatti

Il 9 dicembre scorso, Ylenia è trasportata al Pronto soccorso dell'ospedale “Garibaldi centro” da un conoscente, ha una abbondante emorragia, è in evidente stato di alterazione psicofisica e in grave pericolo di vita, in quanto colpita alla spalla destra da una coltellata. Poco dopo, il suo cuore cessa di battere, durante le concitate fasi della rianimazione. Fatale alla ventiseienne che si è trasferita dalla sua casa di Bordonaro a Catania per dare una svolta a una vita travagliata - segnata dall'aggressione con fuoco e benzina dall'ex fidanzato Alessio Mantineo -, l'aggressione in strada, nel quartiere San Cristoforo, dove la polizia rinviene tracce di sangue e una ciocca di capelli finti, riconducibili a una precedente lite. Gli investigatori, a seguito di due testimonianze oculari, accertano che Nicotra ha colpito con un'arma da taglio Ylenia, al culmine di un diverbio scaturito da motivi sentimentali. Per il medico legale, il decesso della ragazza è determinato, «con elevata probabilità logico-scientifica, dall'azione di penetrazione del corpo contundente utilizzato nell'aggressione». Fermata dalla Squadra mobile, la 34enne confessa il delitto in Questura. Nel corso dell'indagine, denunciate per favoreggiamento alcune persone che, consumata la violenza, avrebbero aiutato Nicotra: agli investigatori riferiscono falsamente che non si trovavano lì.

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