3 Marzo 2021 Giudiziaria

Operazione Dominio, cade l’aggravante mafiosa per tre imputati

La Corte di Cassazione ha ridimensionato condanne e accuse, nell’ultimo grado di giudizio dell’operazione Dominio, l’inchiesta della Direzione distrettuale Antimafia di Messina sui fiancheggiatori del clan di Mangialupi, e i complici dei nomi storici del gruppo nei business di droga e slot machine.

La Suprema Corte ha in particolare cassato l’aggravante mafiosa per Antonino Scimone, Francesco Benanti e Giuseppe Giunta. Per il primo resta in piedi soltanto l’accusa di intestazione fittizia di beni e la condanna scende da 1 anno e 10 mesi ad un anno e 4 mesi e gli saranno restituiti i beni sequestrati, mentre per Benanti l’unica accusa residua è stata dichiarata prescritta. Annullata la condanna ad 11 anni e 4 mesi infine per Giunta, che dovrà affrontare nuovo processo d’appello, stavolta a Reggio Calabria, per rideterminare la pena. I tre erano difesi dagli avvocati Isabella Barone, Domenico Andrè e Giuseppe Bonavita.

Condanne confermate, invece, per Giovanni Aspri (7 anni) e Mario Schepisi (3 anni e 10 mesi). Già in appello, ad ottobre del 2019, i giudici avevano alleggerito il carico di accuse per molti degli imputati, rispetto alla prima sentenza.

La sentenza definitiva arriva a 4 anni dalla retata della Guardia di Finanza, scattata nel marzo 2017: conti correnti e immobili ammontanti a quasi 10 milioni di euro complessivi sequestrati, 21 arresti, mentre gli indagati in totale erano 32. Fonte: Alessandra Serio – da tempostretto.it