Il sequestro di 22 cavalcavia. L’accusa: solo tre interventi strutturali. Via ai primi restringimenti su diverse strade comunali

Di Leonardo Orlando - La minuziosa indagine della Procura affidata alla Polizia stradale che ha portato al sequestro preventivo di 22 cavalcavia e all'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex presidente e di tre alti dirigenti del Cas, con l'accusa di omessa manutenzione, dei cavalcavia e dei sovrappassi pedonali che consentono di superare - in corrispondenza dei centri abitati - le carreggiate dell'A20, tra Monforte e Furnari, potrebbe portare ad ulteriori sviluppi investigativi. Nella stessa ordinanza di sequestro, emessa dal Gip, Salvatore Pugliese su richiesta del procuratore Emanuele Crescenti e del sostituto Dora Esposito, si evidenziano dati investigativi rilevanti che collocano in epoca assai recente “dubbi” sul sistema dei controlli sugli interventi di manutenzione che dovevano essere eseguiti sulle strutture viarie finite sotto sequestro e affidate in custodia giudiziaria agli enti utilizzatori quali Comuni, Città Metropolitana e Ferrovie, che hanno l'obbligo di emettere misure di limitazioni di transito e restringimento delle carreggiate per impedire un sovraccarico di peso su cavalcavia considerati labili.

I magistrati inquirenti, infatti, nella richiesta al Gip, riportata nel decreto di sequestro, evidenziano una dettagliata informativa della Sezione di Messina della Polstrada, che rivela aspetti preoccupanti su sicurezza e mancati interventi. Infatti come riporta il Gip, «la Polizia stradale nell'informativa redatta il 20 gennaio scorso - che va oltre di un anno la data della commissione del reato» - evidenziava forti dubbi anche in merito alle verifiche periodiche, «posto che, a fronte di una consulenza del tenore di quella formata dalla Procura di Barcellona», che mette in risalto le criticità, «secondo le verifiche dell'Anas nessun intervento di tipo “strutturale” sarebbe stato ritenuto necessario su tutti i cavalcavia oggetto della richiesta di sequestro, salvo sui cavalcavia n. 6 della strada comunale Malapezza di Pace del Mela, 9 della strada provinciale Olivarella e 10 della comunale Botteghelle entrambe in territorio di Milazzo». Lo stesso Gip sottolinea: «Tanto fa emergere in modo ancora più preoccupante il tema della effettività, piuttosto che della qualità, delle verifiche periodiche effettuate: è troppo ampio il gap valutativo tra quanto rilevato dai consulenti della Procura sulle “condizioni strutturali” perduranti da anni, come anche evincibile dalla documentazione fotografica e senza essere tecnici rispetto a quanto dichiarato e documentato dal personale dell'ente». Parole che delineano un quadro preoccupante, e sono monito per chi ha il dovere di controllare lo stato delle manutenzioni delle strutture viarie allo scopo di garantirne la sicurezza dei fruitori. L'informativa poi “smentisce” il coro di quanti hanno asserito che gli interventi manutentivi sui cavalcavia sono stati effettuati. L'inchiesta, allo stato, vede indagate 4 persone, con la ipotesi di reato di “omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina”, ognuno per i rispettivi ruoli ricoperti fino al febbraio 2020. Sono: Salvatore Minaldi 66 anni, quale direttore generale prima facente funzioni e poi titolare dal 15 ottobre 2018, nonché responsabile interinale dell'area tecnica; Salvatore Pirrone 64 anni, quale direttore generale in carica dall'1 gennaio 2015 al 19 gennaio 2017 e poi dal 22 febbraio 2017 al 9 marzo 2018 nonché direttore interinale dell'area tecnica e di esercizio; Giovanni Raffa 63 anni, quale direttore dell'area tecnica e di esercizio dal 5 febbraio 2019 al 31 gennaio 2020 e Alessia Trombino 50 anni, quale presidente pro tempore del Cas, Secondo l'accusa, gli indagati, essendo obbligati alla vigilanza sui sovrappassi dell'A20 e alla conservazione dei medesimi, «omettevano di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo di rovina derivante dall'ammaloramento delle relative strutture, dal quale derivava un attuale e grave pericolo per le persone in transito lungo i segmenti viari da essi sostenuti, nonché lungo la tratta stradale sottostante. Fatti, questi, accertati a Monforte, Pace del Mela, Milazzo, Barcellona, Terme e Furnari, in epoca antecedente e prossima al 21 febbraio 2020 con condotta perdurante». Il Gip ipotizza poi un altro reato, sottolineando anche che «gli stessi fatti posti a fondamento dell'accusa e della richiesta di sequestro, nonché la valutazione globale delle contestazione provvisorie mosse dalla Procura, consentono di ritenere emergente anche l'ulteriore fattispecie prevista dall'articolo 328, comma 1 del codice penale (omissione di atti d'ufficio), operazione sempre consentita al Gip sia sotto il profilo formale che sostanziale, sia in relazione al principio di correlazione che al principio della domanda». Potrebbe così essere contestato un secondo reato. Fonte: Gazzetta del Sud

Primi restringimenti e limitazioni di massa a Barcellona: gli appositi segnali sono stati collocati sulle carreggiate soprastanti all'A20 di via Saia Cantoni e di via Eolie.

Si attivano anche i comuni di Monforte San Giorgio e Pace del Mela. Risale al 2016 la segnalazione di pericolo che Giuseppe Cannistrà, sindaco di Monforte aveva indirizzato al Cas per evidenziare le condizioni del viadotto 5, sulla strada comunale Casino al km. 32+009. Adesso, a seguito del decreto di sequestro preventivo, il responsabile dell'Ufficio tecnico, Fausto Cattafi ha disposto ieri la regolamentazione temporanea della viabilità del tratto del viale della Regione Siciliana (strada comunale Casino). Istituito il divieto di transito ai mezzi pesanti, superiori a 3,5 tonnellate; il restringimento della carreggiata, mediante barriere "new jersey" con unica corsia di marcia centrale; il senso unico alternato attraverso impianto semaforico; il limite di velocità di 20 km/h; e idonea toponomastica. Gli stessi provvedimenti sono validi da anni sul viadotto 6 della via Malapezza a Pace del Mela. A Milazzo il comando della Polizia locale è intervenuto per regolamentare la segnaletica dei cavalcavia: il n. 7 strada comunale Bozzello; il n. 8 strada vicinale Di Maio Imprò; il n. 9, provinciale Olivarella e il n. 10 comunale Botteghelle. Via al divieto di transito veicolare con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, restringimento della carreggiata e una sola corsia nella parte centrale della carreggiata, con senso unico alternato regolato da semaforo, il percorso alternativo per i veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate: via Madonna del Boschetto Sp 68.

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