7 Marzo 2021 Giudiziaria

Omicidio Apetroaei. Il fratello resta in cella

Di Leonardo Orlando – I giudici del Tribunale del riesame, presidente Maria Scolaro, componenti Smedile e Vermiglio, hanno rigettato il ricorso con il quale si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza della custodia cautelare per il giovane romeno, Tiberius Stelian Apetroaei, 25 anni, arrestato lo scorso 5 febbraio, perché accusato di aver ucciso – la notte del 19 maggio 2019 – il fratello maggiore, Ciprian Catalin Apetroaei, 26 anni. In sostanza è stata accolta la richiesta del pubblico ministero, il sostituto procuratore Carlo Bray, che aveva insistito per il rigetto. Il ricorso dei difensori dell’imputato, gli avvocati Giuseppe Ciminata e Carmelo Mostaccio, si fondava sull’insussistenza delle esigenze cautelari, senza entrare nel merito delle gravità degli indizi raccolti dagli investigatori, in questo caso i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Barcellona. Sia per la Procura di Barcellona diretta dal procuratore Emanuele Crescenti che per i giudici del Tdr le esigenze cautelari sono fondate ed attuali, al punto che è stato deciso il rigetto. In particolare gli inquirenti ritengono non siano mutate le esigenze che hanno determinato la custodia cautelare in carcere. Così come ancora sussisterebbe il pericolo di fuga, oltre ai gravi indizi di colpevolezza, al punto che la misura applicata della detenzione in carcere sarebbe proporzionata alla gravità dei fatti.

I difensori tuttavia rimangono in attesa di conoscere le motivazioni della decisione del Tdr e ciò perché intendono proporre ricorso in Cassazione.

L’uccisione di Ciprian Catalin Apetroaei, in un primo tempo era stata fatta passare – secondo gli inquirenti – come caduta accidentale dal primo primo della casa di campagna di contrada Posto nella quale i due fratelli alloggiavano. Caduta giustificata con lo stato di momentanea incapacità della vittima, causato dall’eccessivo uso di alcool nel corso della stessa serata durante una serata movimentata trascorsa con altre persone in un bar della zona. L’indagato si è sempre difeso descrivendo la vivacità del fratello ed i rapporti che lo stesso avrebbe avuto con donne sposate e persino di una convivenza a tre con una giovane coppia. Fatti questi che lo stesso Tiberius ha riferito senza raccontare però quali potessero essere stati i contrasti – poche ore prima del delitto – che la vittima avrebbe avuto con una ragazza straniera all’interno del bar frequentato dalla comitiva del fratello maggiore, e nemmeno quelli con la coppia con la quale sarebbe stato intrattenuto un ménage a tre. Fonte: Gazzetta del Sud