Mercanti d’armi in azione: elicotteri Leonardo alle forze di polizia del Kenya

Speciale per Africa Express di Antonio Mazzeo - Leonardo (ex Finmeccanica), l’holding militare-industriale-finanziaria italiana ha consegnato alle forze di polizia del Kenya tre elicotteri da trasporto AW139 prodotti negli stabilimenti di Varese-Venegono. A renderlo noto il sito specializzato sudafricano Defenceweb. Uno dei tre velivoli (immatricolati con i codici KAF-1802, KAF-1804, KAF-1806) è stato fotografato all’inizio di gennaio 2021 mentre trasportava il presidente Uhuru Kenyatta nella città di Kisumu. Sempre secondo Defenceweb altri due elicotteri AW139 con livrea mimetica con le insegne dell’Aeronautica Militare del Kenya avevano svolto test di volo dall’aeroporto di Varese-Venegono, a marzo e all’inizio di aprile 2019.

L’AW139 si colloca nella categoria dei velivoli medi da sei tonnellate, con capacità di trasporto fino a 15 persone ed una vocazione multiruolo grazie alla rapida riconfigurabilità e ad un’ampia dotazione di sensori, sistemi di comunicazione e di condivisione dati. I velivoli sono normalmente armati con mitragliatrici da 7,62 mm.

L’ordine dei tre elicotteri AW139 di Leonardo per le forze di polizia del Kenya (ora parte del National Air Support Department) era stato rivelato nel giugno 2018 da un report del Parlamento di Nairobi. Per il loro acquisto il governo ha ottenuto un prestito di 6 miliardi di scellini (59 milioni di dollari) da parte del gruppo bancario italiano UniCredit SpA. La polizia keniota ha ricevuto altri tre velivoli AW139 tra l’aprile 2016 e la primavera del 2018. Questi velivoli sono stati configurati in due versioni: la prima per le operazioni di pronto intervento e sorveglianza dell’ordine pubblico e la seconda per il trasporto VIP. L’8 settembre 2016, l’elicottero AW139 con matricola 31717 è precipitato in un campo nei pressi della capitale Nairobi nel corso di una missione di pattugliamento. A bordo erano presenti quattro poliziotti che hanno riportato gravi ferite.

Nel corso dell’anno 2020 (a gennaio e ad ottobre), le forze armate del Kenya hanno ricevuto dall’italiana Leonardo pure tre grandi aerei da trasporto C-27J “Spartan”. I velivoli sono stati prodotti negli stabilimenti di Torino-Caselle; sono dotati di sistemi e motori Rolls Royce e possono raggiungere una velocità massima di circa 600 km/h. Impiegati generalmente come velivoli tattici per il trasporto di uomini e mezzi militari, i C27J “Spartan” possono essere utilizzati anche per gli aviolanci di paracadutisti, l’evacuazione medica di personale ferito, la ricerca e il soccorso, il pattugliamento marittimo, il rifornimento terrestre e, ovviamente, il combattimento a fuoco. Per le operazioni di trasporto aereo, i velivoli sono in grado di imbarcare fino ad un massimo di 60 soldati o 46 paracadutisti con equipaggiamento leggero o, ancora, fino a 11,5 tonnellate di materiali.

I trasferimenti di elicotteri e aerei da trasporto made in Italy alle forze armate e di polizia keniote sono avvenuti in un anno segnato da gravi violazioni dei diritti umani nel paese dell’Africa orientale. In particolare la polizia si è resa responsabile di brutali repressioni contro pacifici manifestanti o contro gli abitanti delle baraccopoli “abusive” nelle periferie delle città metropolitane.

Il 14 settembre 2020 a Nairobi è stata arrestata arbitrariamente la presidentessa di Amnesty International Kenya, Renee Ngamau, poche ore dopo che la donna  aveva preso parte a una marcia pacifica per protestare contro un progetto di sviluppo privato su terreni pubblici destinati inizialmente a parco giochi nel quartiere di Jamhuri Phase 1. “Sulla base di una sola denuncia, 11 poliziotti hanno pensato bene di irrompere nottetempo nell’abitazione di Renee e arrestarla”, ha riportato Amnesty International. “Il giorno dopo ha atteso invano che un giudice s’interessasse al suo caso ed è stata rilasciata solo dopo il pagamento della cauzione. Renee è stata presa perché ha assunto la guida della comunità degli abitanti del suo quartiere che si oppone pacificamente alla cessione a privati di terreni che erano stati destinati a far giocare le bambine e i bambini”.

Secondo le organizzazioni non governative internazionali sono già una quindicina le persone assassinate nell’ultimo anno dalle forze di polizia nel corso delle operazioni nelle strade del paese per imporre il coprifuoco durante l’emergenza Covid19.

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