Mafia: delitto Alfano, parte civile chiede sequestro fascicolo

11 Marzo 2021 Inchieste/Giudiziaria

L'avvocato Fabio Repici, difensore di Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano ucciso dalla mafia nel 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto, ha chiesto alla procura di Reggio Calabria il "sequestro preventivo" del fascicolo relativo al processo di revisione pendente dinanzi alla Corte di appello di Reggio Calabria su istanza di Giuseppe Gullotti.

Quest'ultimo, che è stato condannato in via definitiva, con sentenza passata in giudicato nel 1999, per l'omicidio Alfano, il prossimo 10 giugno sarà a giudizio dinanzi al collegio del Tribunale penale di Reggio Calabria con l'accusa di corruzione in atti giudiziari, commessa al fine di ottenere la revisione della condanna per l'omicidio Alfano. Il gup di Reggio Calabria, infatti, nel febbraio scorso ha disposto il rinvio a giudizio del capomafia di Barcellona Pozzo di Gotto, Giuseppe Gullotti, per corruzione in atti giudiziari con l'aggravante mafiosa. La figlia del giornalista si è costituita parte civile. L'imputazione è in concorso con il magistrato Olindo Canali, già pubblico ministero presso il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, e il collaboratore di giustizia Carmelo D'Amico, per entrambi è in corso il giudizio abbreviato. Il processo si celebra a Reggio Calabria a causa del coinvolgimento di Canali, all'epoca in servizio nel distretto giudiziario di Messina.

L'accusa a carico di Gullotti è di avere corrotto Canali con la promessa di 300 mila euro, di cui consegnati 50 mila, al fine di ottenere, grazie al magistrato Canali, l'assoluzione nel giudizio d'appello "Mare Nostrum" dal duplice omicidio Iannello-Benvenga, e per fare ottenere al boss Gullotti la revisione per l'omicidio del giornalista Beppe Alfano, delitto per il quale Gullotti è stato condannato con sentenza divenuta definitiva.

Senonché il processo di revisione continuerà: l'udienza è prevista per il 6 maggio 2021 davanti alla prima sezione penale della Corte d’appello reggina, e potrebbe concludersi prima ancora del processo per corruzione in atti giudiziari finalizzato a ottenere proprio quella revisione.

Un corto circuito giudiziario, secondo l'avvocato Repici, che riepiloga così la vicenda nella sua istanza diretta alla Dda reggina: "L'imputato Giuseppe Gullotti è stato rinviato a giudizio per aver corrotto il magistrato Olindo Canali al fine di ottenere, con l'utilizzo del suo memoriale denominato 'Testamento' e con la sua deposizione nel giudizio d'appello del processo denominato 'Mare Nostrum', la revisione della sentenza di condanna per l'omicidio del giornalista Beppe Alfano; contestualmente, innanzi alla Corte di appello di Reggio Calabria, prima sezione penale, è stato avviato il giudizio di revisione che era l'obiettivo dell'accordo corruttivo fra Gullotti e il dr. Canali (e Carmelo D'Amico e il dr. Salvatore Rugolo, nelle more deceduto, cognato di Gullotti). Nella sostanza e nella forma, quel giudizio di revisione è, se non corpo di reato, certamente cosa pertinente al reato di corruzione in atti giudiziari per il quale Gullotti è stato rinviato a giudizio. Si tratta di un caso probabilmente unico nella storia giudiziaria d’Italia".

"Esiste il rischio - conclude l'avvocato Repici argomentando la richiesta di sequestro preventivo del fascicolo processuale - che si giunga a una sentenza di assoluzione (frutto dell'accordo corruttivo) di Giuseppe Gullotti nel giudizio di revisione, prima che Gullotti possa essere riconosciuto responsabile della corruzione in atti giudiziari finalizzata proprio alla riuscita di quel giudizio di revisione".

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