Tribunale di Sorveglianza di Palermo, Leone supera Mazzamuto

11 Marzo 2021 Inchieste/Giudiziaria

Il Tribunale di Sorveglianza di Palermo sarà guidato da una donna: il plenum del Csm ha nominato Luisa Leone, giudice presso lo stesso tribunale, che con un solo voto di scarto ha avuto la meglio sul suo concorrente, Nicola Mazzamuto giudice del Tribunale di Sorveglianza di Messina. Dieci i voti ottenuti da Leone contro i nove andati a Mazzamuto, 3 gli astenuti (Il Pg della Cassazione Giovanni Salvi, il togato Carmello Celentano e il laico di Forza Italia Michele Cerabona) Il plenum ha così ribaltato l'esito della Quinta Commissione che a maggioranza, con 4 voti contro 1, si era espressa per la nomina di Mazzamuto.

I sostenitori di Mazzamuto hanno comunque dato battaglia. Affermando che non vi erano dubbi sulla sua prevalenza su Leone per il fatto che ha ricoperto per 8 anni l'incarico di presidente del tribunale di sorveglianza di Messina. "Il resto, a fronte della risalenza nel tempo dell'episodio per cui il dottor Mazzamuto ebbe una condanna disciplinare (15 anni fa), sono solo suggestioni", ha detto il relatore della proposta in suo favore Michele Ciambellini, di Unicost.

Leone dal 2009 è magistrato del tribunale di sorveglianza di Palermo, mentre Mazzamuto, dal 2012 fino allo scorso anno, ha svolto funzioni di presidente del tribunale di sorveglianza di Messina. Il voto del plenum - al termine di un lungo dibattito nel corso del quale è stato evidenziato anche un precedente disciplinare di Mazzamuto - ha ribaltato quello avvenuto nella Commissione direttivi, dove 4 preferenze erano state espresse per Mazzamuto e una per Luisa Leone. "L'incarico di presidente del tribunale di sorveglianza di Messina, svolto in maniera eccellenti per ben 8 anni, costituisce un titolo che comporta la sicura prevalenza del dottor Mazzamuto", ha detto in plenum il togato di Unicost Michele Ciambellini, relatore della proposta di nomina a favore di Mazzamuto. "Il resto - ha aggiunto il togato - a fronte della risalenza nel tempo dell'episodio per cui Mazzamuto ebbe condanna disciplinare (15 anni) sono solo suggestioni. Non nominarlo espone il Consiglio al rischio di una delibera illegittima. Gli atti amministrativi non si basano sulle suggestioni, i criteri non possono essere emozionali, pena una delibera votata all'illegittimita'. Il Csm deve tenere conto del giudice amministrativo, non sfidarlo".

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