IL CASO: LA SOLIDARIETA’ DEI ‘FRACIDI’ A PIETRO JUNIOR SANTAPAOLA

14 Marzo 2021 Sport

I 'Fracidi 90', lo storico club organizzato di ultras, ha esposto oggi pomeriggio, all’esterno dello stadio “Franco Scoglio” di Messina, uno striscione di solidarietà ("Diffamato per il cognome, Pietro Santapaola vero campione") nei confronti del promettente calciatore messinese Pietro Junior Santapaola, classe 2003, promessa del calcio peloritano, che a gennaio ha fatto il gran salto dalla D alla B, dopo il caso scoppiato in seguito ad una denuncia-querela presentata dalla famiglia nei confronti del legale rappresentante del Cosenza Calcio, il presidente Eugenio Guarascio, in cui si ipotizzano la violenza privata e le minacce.

In una denuncia che l'avvocato Salvatore Silvestro ha presentato nei giorni scorsi in Procura, a Cosenza, Santapaola e sua madre, perché lui è ancora minorenne, hanno raccontato una storia molto particolare: Pietro junior da qualche giorno è stato completamente emarginato dalla squadra per il suo cognome “pesante”, visto che il padre è stato ed è implicato a Messina in fatti di mafia (il padre, omonimo, è stato condannato per mafia in primo grado a 12 anni e il prozio è Nitto Santapaola, 82 anni, uno dei boss più sanguinari di Cosa nostra condannato all'ergastolo al maxiprocesso di Palermo e per l'assassinio del giornalista Pippo Fava), ma la donna e il ragazzo “gridano” nella denuncia che lui, con gli ambienti criminali, non ha mai avuto niente a che fare.

Cresciuto nel Messina Sud, Santapaola è poi passato al Catania ad appena 11 anni, prima del rientro nel Città di Messina, ed ha ottenuto parecchie convocazioni nelle rappresentative regionali e nazionali. Ha militato per una stagione con l'Fc Messina e la scorsa estate si era trasferito al Licata. Poi, a gennaio, il grande salto al Cosenza, che s'è trasformato in un sogno infranto.

“Per circa una settimana - si legge nella denuncia - il minore è stato emarginato dal resto dei suoi compagni, allo stesso è stato impedito di proseguire gli allenamenti e, di conseguenza, non è stato convocato per lo svolgimento della partita che si doveva tenere il giorno 7 marzo”.

Ed ancora: “Nonostante la volontà del Santapaola di continuare a coltivare il suo sogno, ribadendo, spesso in lacrime, la sua totale estraneità a contesti delinquenziali ed evidenziando come nessuna colpa gli si potesse addebitare per il semplice rapporto di filiazione, in data 10 marzo, lo stesso è stato definitivamente allontanato dalla squadra e costretto a lasciare il convitto dove risiedeva”.

E adesso, di tutta questa vicenda, se ne occuperà la magistratura.

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