16 Marzo 2021 Politica e Sindacato

Corse clandestine di cavalli e scommesse illegali a Messina, Scalfarotto (Sottosegretario Interno): “Costante attenzione Forze di Polizia”

“Nella città di Messina le corse clandestine di cavalli rappresentano un tradizionale settore d’interesse delle organizzazioni criminali che utilizzano tale attività quale fonte di guadagno attraverso la gestione di scommesse illecite. Le attività investigative svolte nel corso degli anni hanno consentito di verificare che le gare sono organizzate mediante passaparola e si svolgono alle prime luci dell’alba lungo alcune strade cittadine, site in quartieri popolari, con la presenza di numerose persone che svolgono funzioni di “vedetta” dislocate in punti strategici, in modo tale da poter offrire copertura ai gruppi in competizione in caso di intervento delle Forze dell’ordine”. Lo ha detto il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Ivan Scalfarotto (nella foto), rispondendo in Aula alla Camera all’interpellanza presentata dal deputato di Liberi e Uguali, Nicola Stumpo, con cui questi ha chiesto interventi contro la criminalità organizzata a Messina, con riferimenti anche al problema delle scommesse illegali collegate alle corse clandestine di cavalli.

“Mi preme rilevare che sul fenomeno in questione è costante l’attenzione delle Forze di Polizia, sia in termini di attività di prevenzione che di contrasto. In particolare, va rilevato che nel corso del tempo, in luogo del diretto intervento su strada ed in ragione della scarsa prevedibilità degli eventi in parola, è stata privilegiata, da parte delle Forze di Polizia, un’azione di contrasto al fenomeno più strutturata e strategica, mirata all’individuazione dei soggetti coinvolti nelle gare clandestine, dei luoghi ove vengono custoditi gli animali, del giro d’affari ricollegabile alle corse clandestine e degli interessi sottesi riconducibili a singoli soggetti o a gruppi criminali.

In tale quadro, l’attività svolta dalle Forze dell’ordine ha consentito di eseguire numerosi provvedimenti cautelari a carico delle persone coinvolte nelle gare clandestine, tra cui veterinari compiacenti dediti alla somministrazione di sostanze dopanti, nonché di procedere a sequestri di scuderie e cavalli. Alla predetta attività di contrasto si è affiancata anche un’azione preventiva modulata attraverso la predisposizione di molteplici e mirati servizi di controllo del territorio. In particolare, in occasione di vari comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica svolti presso la prefettura di Messina e di riunioni tecniche di coordinamento delle Forze di Polizia, è stata convenuta la necessità di intensificare le attività di pattugliamento nelle zone in cui più spesso sono avvenute le competizioni clandestine, potenziando i servizi di vigilanza, specie nelle fasce orarie notturne e della prima mattina. Sono stati altresì realizzati servizi di vigilanza massivi, con il coinvolgimento, oltre che delle Forze dell’ordine, anche della Polizia locale e metropolitana e del servizio veterinario dell’ASP al fine di scoraggiare lo svolgersi delle competizioni.

Anche a seguito dell’episodio a cui fa riferimento l’interpellanza, avvenuto il 25 giugno scorso, è stata disposta l’intensificazione, secondo il piano coordinato di controllo del territorio, del pattugliamento delle zone in cui venivano solitamente organizzate le competizioni clandestine ed è stato avviato il controllo, anche con l’ausilio di personale medico veterinario, dei manufatti adibiti a ricovero dei cavalli presenti in diversi quartieri della città di Messina. Una conferma dell’incisiva e costante azione delle Forze dell’ordine è rappresentata dalle operazioni svolte lo scorso 11 novembre con le quali è stata data esecuzione di misure cautelari nei confronti di 33 persone ritenute responsabili a vario titolo di associazione a delinquere di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, nonché di altri reati.

Evidenzio anche che, in relazione alla strategia di contrasto alle attività criminali nella provincia di Messina, la Polizia di Stato ha da tempo avviato un costante monitoraggio delle dinamiche criminali dei sodalizi operanti sul territorio. Accanto al forte impulso impresso alle attività investigative, si è provveduto alla valorizzazione delle unità specialistiche dedite alle indagini patrimoniali, allo scopo di accompagnare il contrasto alle attività criminali poste in essere dai vari clan con un’efficace aggressione ai patrimoni illecitamente acquisiti dagli stessi.

Negli ultimi mesi, inoltre, anche in ragione della fase pandemica in atto e dei possibili tentativi di infiltrazione della criminalità nel circuito economico legale, una particolare attenzione è stata rivolta alle dinamiche societarie della filiera agroalimentare, delle infrastrutture sanitarie, della gestione degli approvvigionamenti, specie di materiale medico, del comparto turistico alberghiero e della ristorazione, nonché ai settori della distribuzione al dettaglio della piccola e media impresa.

Quanto, invece, alle attività di prevenzione e repressione del gioco illegale e alla tutela dei minori, la Polizia di Stato, in collaborazione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e le altre Forze di Polizia, svolge periodicamente piani straordinari di controllo del territorio sugli esercizi commerciali dediti alla raccolta del gioco e delle scommesse.

Evidenzia, inoltre, che i dati relativi all’andamento della delittuosità nella provincia e nel comune di Messina hanno registrato, nel 2020 rispetto al 2019, una diminuzione dei delitti commessi, rispettivamente, di circa l’8 per cento e il 17 per cento. I dati relativi al primo mese dell’anno in corso evidenziano una riduzione, rispetto all’analogo periodo del 2020, pari a circa il 28 per cento nella provincia e il 37 per cento nel comune capoluogo.

Concludo assicurando che rimarrà costante l’impegno e massima la determinazione delle istituzioni e delle Forze di Polizia nell’azione finalizzata a garantire nella città di Messina quella cornice di legalità e sicurezza che costituisce l’indispensabile e irrinunciabile presupposto per lo sviluppo socio-economico del territorio”.

Replicando il deputato Stumpo ha dichiarato: “Io mi ritengo soddisfatto della risposta per le ragioni che il sottosegretario ci ha evidenziato, per un lavoro in itinere che c’è per il controllo del territorio, per la messa in sicurezza del territorio, per le questioni relative alle nuove generazioni che ci ha ricordato.

La mia interpellanza muoveva proprio da queste vicende: un territorio periferico della città, chiamato “Giostra”, dove queste corse dei cavalli spesso non erano altro che anche il sistema di iniziare un nuovo rapporto con la criminalità organizzata per i ragazzi di cui parlava, che facevano da palo con gli scooter, quando un pezzo della città veniva sottratta allo Stato e diventa o diventava un pezzo extraterritoriale in cui i clan dimostrano lo strapotere, ed è proprio di quei giovani che si servono.

Io penso, quindi, che ci sia sempre bisogno di fare di più. Il sottosegretario ci ha detto dell’impegno del Governo e delle istituzioni. Quello che chiedo è che si possa fare sempre di più in quelle città in cui il controllo del territorio diventa anche un modello con il quale le criminalità si interfacciano con le nuove generazioni, quello che il sottosegretario ci ha ricordato, la lotta, anche in questa fase di pandemia, verso settori legali dove la mafia prova a entrare proprio perché sul terreno dell’illegalità – come abbiamo visto dai dati che io ho preso attraverso i tribunali italiani; la lotta all’usura, la lotta che si fa alla criminalità organizzata – quel sistema lì non era altro che un modello per rappresentare la forza della criminalità su quel territorio. Noi la dobbiamo sconfiggere per dare alle nuove generazioni la possibilità di uscire fuori da quel giogo e magari anche usando sistemi innovativi, perché si iniziano a usare i social network dal punto di vista della criminalità per pubblicizzare quegli eventi illegali, fatti legalmente, poi, sui social network.

Bisognerebbe provare non solo con videocamere di sorveglianza a riconoscimento facciale, magari in alcuni territori dove sia possibile, ma anche con una modalità di contrasto sui social network, per sconfiggere preventivamente quanto la mafia sta provando a mettere in campo contro lo Stato e contro le nuove generazioni. Per questo, comunque, per quanto detto mi ritengo soddisfatto”.