20 Marzo 2021 Giudiziaria

OPERAZIONE ‘SCIPIONE’: Condanne per Stellario Brigandì e il pentito Selvaggio

Stellario Brigandì, il pentito Giuseppe Selvaggio, Grazia Testa e Rinaldi Chierici, sono stati giudicati ieri in un troncone dei giudizi abbreviati dell’operazione Scipione celebrati ieri davanti ai Gup Finocchiaro e Fiorentino.

Per Brigandì (che di recente aveva già patteggiato una condanna a 4 anni di reclusione e 8.000 euro di multa per l’operazione ‘Predominio’) il gup Finocchiaro ha deciso una condanna a 15 anni, un mese e 10 giorni di reclusione, applicando la “continuazione” con la precedente sentenza.

Il gup Fiorentino ha invece inflitto al pentito Selvaggio 8 anni di reclusione, ed ha poi assolto Chierici con la formula «perché il fatto non sussiste», e la Testa, che è la moglie di Selvaggio e rispondeva in teoria di favoreggiamento personale nei confronti del marito, con una formula particolare di “non punibilità”.

L’operazione antidroga “Scipione”, scattata nel marzo dello scorso anno, vedeva al centro dell’inchiesta della Dda un gruppo che a Messina si riforniva di droga in Calabria.

Tutto parte dall’inquietante episodio avvenuto nel tardo pomeriggio del 27 settembre 2016, quando un uomo, con un casco da motociclista a coprirne il volto e armato di fucile a canne mozze, esplose due colpi verso uno dei tavolini esterni del “Cafè sur La Ville”, in viale Regina Margherita, all’indirizzo di tre degli indagati dell’operazione di oggi, Stellario Brigandi, Stefano Marchese e Angelo Albarino, facenti parte della compagine associativa capeggiata da Giuseppe Selvaggio, strettamente legato a Brigandì cui spesso si rivolgeva per recuperare il denaro a lui dovuto dai molteplici debitori (tra cui Giuseppe Galli). Nel corso degli accertamenti è emersa l’esistenza di un gruppo che spacciava droga a Messina e che aveva contatti con calabresi di Africo Nuovo. Questi assicuravano la consegna a domicilio settimanale di carichi di marijuana e cocaina.

Chi è Stellario Brigandì, che il gip ritiene “pienamente inserito all’interno della compagine associativa in questione condividendone finalità e interessi”?

Il collaboratore Giuseppe Selvaggio ha diffusamente riferito sulla figura di Stello Brigandì, da lui indicato come componente del gruppo criminale, con posizioni di rilievo all’interno della compagine.

Nel corso dell’interrogatorio del marzo 2019 Selvaggio riferisce di ‘lavorare’ nel traffico di stupefacenti assieme a Stello Brigandì…

Nell’interrogatorio dell’aprile 2019 Selvaggio descrive più in dettaglio l’attività di Brigandì e conferma che l’indagato si avvaleva della collaborazione di Maria Visalli per detenere e occultare la sostanza stupefacente.

“Ci rifornivamo (anche di marijuana) da Giovanni Morabito e dai suoi cugini Salvo e Peppe. Dal 2012 al 2016. In una occasione mi hanno consegnato 65 kg di marijuana e 3 di cocaina. L’erba l’hanno portata all’interno di due grosse valige ed era sottovuoto. Consegnai a Marcello Viscuso tutta la sostanza perchè la custodisse e la spacciasse per conto mio che ero agli arresti domiciliari… Guadagnammo 15mila euro circa che abbiamo diviso tra me, Brigandì, omissis… La cocaina l’ho custodita io nella mia cantina poi l’ho consegnata a Stello Brigandì per la custodia”.

La perquisizione fallita per colpa di una soffiata di un poliziotto… 

Durante l’interrogatorio il collaboratore Giuseppe Selvaggio racconta di un gravissimo episodio che avrebbe visto la complicità di un poliziotto della Squadra Mobile.

“So che Stellario Brigandì aveva la disponibilità di una abitazione a Torrente trapani nella quale in una occasione fu fatta una perquisizione nel corso della quale non fu trovato nulla perchè Placido Bonna aveva avvisato Brigandì dicendogli di togliere tutto da quella casa. Bonna, a quanto mi ha riferito Brigandì, aveva saputo della perquisizione da qualcuno della Squadra Mobile si cui non mi è stato riferito il nome …So anche che la droga a Brigandì la tiene una certa Mariella di Viale Giostra, di 35 anni, lavora con Brigandì nella ditta delle pulizie di cui egli è il responsabile…”.

Droga a credito

“Io mi occupavo di rifornire la zona sud – continua sempre Selvaggio – mentre Brigandì la zona nord… la quantità di droga che cedevamo si aggirava tra i 20 gr e i 500 gr. La cocaina la vendevamo tra i 50 e i 60 euro al grammo. L’erba la vendevamo a 1800 euro al kg. Anche noi cedevamo la droga a credito, cioè i nostri acquirenti pagavano periodicamente con i proventi realizzati dallo spaccio. Ogni settimana provvedevamo a riscuotere quanto avevamo fino a quel momento realizzato”.

Ma anche il collaboratore di giustizia Giuseppe Minardi riferisce su Stellario Brigandì. “Appresi da Angelo Albarino che Selvaggio aveva un debito con Stellario Brigandì per un importo di 70mila euro, per una cessione di sostanza stupefacente. So chi è Stello Brigandì. So che era tossicodipendente e che si ‘bucava’. So che lavora nel settore delle discoteche (la discoteca è nella zona di Maregrosso, in fondo al viale Europa) e che spacciava sostanze stupefacenti. La discoteca la gestiscono Vittorio Carnazza, Carmelo Prospero ed un certo ‘u Cisco’ di Fondo Lauritano.