24 Marzo 2021 Giudiziaria

Confiscati beni per un valore di oltre 10 milioni di euro nei confronti di Domenico La Valle

I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina hanno dato esecuzione, questa mattina,
ad un decreto di confisca di beni per un valore di oltre 10 milioni di euro nei confronti di Domenico LA VALLE, cl. 60 e della misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. per la durata di anni cinque.

Nel dettaglio, la complessa attività investigativa – disposta dalla Direzione Distrettuale
Antimafia peloritana – trae origine da mirati approfondimenti sviluppati dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico
Finanziaria di Messina, con specifico riferimento al redditizio settore del gioco e delle
scommesse illegali.

Proprio in tale ambito, le Fiamme Gialle messinesi acquisivano come il citato Domenico LA VALLE, noto imprenditore locale, risultasse tra gli elementi apicali di un’importante
quanto strutturata consorteria mafiosa, egemone nella zona sud di Messina, dedita al
sistematico ricorso a metodi violenti per imporre, anche con atti estorsivi, la propria
posizione di monopolio nello specifico settore, notoriamente di interesse delle mafie.
Nel merito, dopo una minuziosa ricostruzione storica del profilo soggettivo del LA VALLE, anche valorizzando i numerosi procedimenti penali in cui risultava coinvolto sin dalla fine degli anni ’90 (da cui invero usciva assolto), venivano rilette in un’ottica nuova le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, attestando come il medesimo avesse
acquisito il ruolo di riferimento del clan TROVATO del rione “Mangialupi” di Messina nella gestione delle bische clandestine, nonché nella distribuzione dei videopoker. Dopo la disgregazione dell’originaria compagine associativa per via della carcerazione dei capi e del percorso di collaborazione con la giustizia intrapreso da altri, il LA VALLE assumeva un controllo pressoché esclusivo delle attività illegali della famiglia, costituendone il punto di riferimento “imprenditoriale” e facendo da contraltare al ruolo “operativo” ricoperto dai fratelli TROVATO.

Sul punto, quindi, dopo circa due anni di indagini, nel febbraio 2018, poi confermata in
appello a gennaio 2019, interveniva sentenza di condanna a 13 anni di reclusione per
associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni, violenza privata, gioco d’azzardo, reati
fiscali, usura e lesioni.

In altre parole, le investigazioni disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed eseguite dai militari del G.I.C.O. documentavano come, nonostante le diverse
assoluzioni, il LA VALLE risultasse figura di rilievo nel panorama mafioso cittadino, in
grado, da un lato, di imporre la collocazione delle apparecchiature presso gli esercizi
commerciali della zona, dall’altro, garantire agli esercenti accondiscendenti di poter godere della connessa protezione mafiosa del clan.

Emergevano, in altri termini, una pluralità indefinita di comportamenti criminali indicativi di un profilo del Domenico LA VALLE di soggetto socialmente pericoloso, ma anche una significativa disponibilità di risorse finanziarie, anche rese accessibili agli esponenti del clan, in assolvimento del suo ormai accertato ruolo di “cassiere”.

Proprio tali qualificazioni consentivano ai Finanzieri, quindi, su delega della Procura della Repubblica di Messina, di avviare mirate investigazioni economico – patrimoniali, tese a quantificare e conseguentemente aggredire l’enorme patrimonio riferibile al LA VALLE, non giustificato dai redditi leciti dichiarati al fisco, anche avvalendosi dell’apporto di fidati prestanome, ovvero schermando la proprietà immobiliari attraverso propri familiari.

In sintesi, le investigazioni complessivamente svolte – abbraccianti un periodo di un
trentennio – restituivano una situazione di assoluta assenza di uniformità nel rapporto
reddito/patrimonio, consentendo al Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, di disporre l’odierno provvedimento di confisca relativamente a 6 aziende, operanti nel settore del noleggio delle apparecchiature da gioco, della rivendita di generi di monopolio e del settore della produzione e vendita di prodotti dolciari, 19 unità immobiliari, 2 autovetture, 1 gommone e svariati conti correnti, per un valore complessivo di stima di oltre dieci milioni di euro.

L’attività svolta, in conclusione, testimonia il grande impegno dell’Autorità Giudiziaria e
della Guardia di Finanza messinese nel delicato settore del contrasto alle organizzazioni
criminali, vieppiù di matrice mafiosa, con conseguente aggressione degli enormi illeciti
patrimoni accumulati, prima sottoposti a sequestro ed ora sottoposti a confisca, così
restituendo alla collettività e all’imprenditoria onesta significativi spazi di legalità.