DIRITTI E TUTELE PER I RIDER: “IN PIAZZA PER ESPRIMERE LA NOSTRA SOLIDARIETA’”

25 Marzo 2021 Politica

Riceviamo e pubblichiamo una nota congiunta di Potere al Popolo, Partito Comunista dei Lavoratori, Rifondazione Comunista, Liberazione  Queer + Messina e Rete 34+ sui motivi che hanno portato le diverse sigle a sostenere e solidarizzare con i rider in occasione del presidio organizzato domani 26 marzo a Piazza Cairoli.

"Giorno 26 marzo è stato indetto uno sciopero nazionale da parte dei rider. Migliaia di lavoratori del settore incroceranno le braccia rivendicando il sacrosanto diritto a essere riconosciuti come lavoratori subordinati. La nuova frontiera dello sfruttamento digitale, rappresentata da piattaforme come Deliveroo, Just Eat, Glovo e Uber Eats, produce un giro d’affari di 800 milioni di euro e sfrutta migliaia di ciclofattorini, aggirando l’obbligo giuridico di inquadrarli con contratti di lavoro subordinati. 

Un mese fa la procura di Milano, dopo più di un anno di indagine sul sistema dello sfruttamento dei ciclofattorini in Italia, ha sanzionato queste aziende per un totale di 733 milioni di euro, intimando di assumere in 3 mesi 60 mila rider. 

Anche i fattorini messinesi, attraverso il comitato Rider Union Messina, hanno dichiarato di aderire giorno 26 allo sciopero nazionale, organizzando un presidio a piazza Cairoli davanti al Mc Donald dalle ore 19. 

Saremo presenti anche noi venerdì in piazza per solidarizzare con i lavoratori in presidio, convinti che le parole d’ordine lanciate nazionalmente in occasione dello sciopero “NON SOLO PER NOI, MA PER TUTTI” assumano un fortissimo significato. Esse, infatti, intrecciano il tema del diritto al lavoro, alla sicurezza sanitaria e al contrasto alle nuove forme di sfruttamento sperimentate dal padronato. 

Anche in questo caso, le necessità di tanti cittadini e tante cittadine (viste le restrizioni normative per gli spostamenti e una buona dose di prudenza) sono state colte e trasformate in un business milionario: in profitti e guadagni per pochi.

Le aziende del capitalismo digitale hanno fiutato l’affare delle consegne a domicilio, trasformandosi in veri e propri intermediari, a capo di un esercito di lavoratori sottopagati, costretti a fare i conti con questa giungla caotica composta da algoritmi e applicazioni.

Questo non è lavoro! Il 26 saremo in piazza per sostenere la lotta dei rider e per dire che queste nuove forme subdole di sfruttamento vanno combattute con forza e decisione. Invitiamo le cittadine ed i cittadini a partecipare al presidio". 

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