Sicilia: dati del Covid falsati, arresti e indagati eccellenti

30 Marzo 2021 Inchieste/Giudiziaria

Negli ultimi cinque mesi, in Sicilia, i dati dei contagi sarebbero cresciuti più volte in modo preoccupante, nessuno l’ha mai saputo. Quei dati allarmanti sarebbero stati nascosti dai vertici dell’assessorato alla Salute. Alterando i numeri dei positivi e dei tamponi, per mantenere l’indice sotto i livelli di guardia. E’ un’accusa pesante quella mossa dalla procura di Trapani: questa mattina, i carabinieri del comando provinciale e del Nas hanno notificato tre provvedimenti di arresti domiciliari, a una dirigente generale della Regione e a due suoi collaboratori. L'assessore Ruggero Razza è indagato. Tutti sono accusati di vari episodi di falso materiale e ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico.

Ai domiciliari sono andati Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento per le attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, il braccio destro dell’assessore Razza.

Nell'inchiesta risulta indagato anche il vice capo di gabinetto dell'assessore Razza, il messinese Ferdinando Croce e Mario Palermo, direttore del Servizio 4 del Dipartimento retto da Maria Letizia Di Liberti. Indagati anche Salvatore Cusimano, dipendente della Regione Siciliana; Emilio Madonia, dipendente della Società "Pricewaterhousecoopers Public Sector srl", che gestisce il sistema informatico dei flussi dei dati dell’assessorato, Giuseppe Rappa e Roberto Gambino, dipendenti dell’Asp di Palermo.

A chiedere il provvedimento sono stati il procuratore facente funzione di Trapani Maurizio Agnello e le sostitute Sara Morri e Francesca Urbani. L’ordinanza di custodia cautelare è del gip di Trapani Caterina Brignone, che ha riconosciuto la fondatezza della ricostruzione dei pm e la necessità di intervenire d’urgenza, ma si è poi dichiarata incompetente – così come segnalato dalla procura – trasmettendo gli atti a Palermo.

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