Messina, morte prof. Guglielmo: assolti i sei medici imputati

4 Aprile 2021 Inchieste/Giudiziaria

Si è concluso con l'assoluzione di tutti e sei i medici coinvolti, il processo scaturito dall'inchiesta sulla morte del docente universitario 70enne Giovanni Guglielmo, deceduto nel novembre del 2013 al Policlinico, dive era stato trasferito d'urgenza dall'Ospedale Piemonte.

Il pm Piero Vinci aveva chiesto l'assoluzione, richiesta condivisa dal giudice Adriana Sciglio che ha assolto Giacomo Lo Presti (di turno al nosocomio di viale Europa quando la notte del 23 novembre il professor Guglielmo, noto e stimato docente della facoltà di Farmacia, fu ricoverato d’urgenza), Annamaria Mangano, Adriana Maria Merrino, Gaetano Cannavà, Letterio Pavia e Maria Rosa Buttafarro.

Nel gennaio del 2017 il pm Federica Rende aveva chiesto e ottenuto il loro rinvio a giudizio imputando loro il reato previsto dall’articolo 589 del Codice Penale sostenendo nella richiesta che “Lo Presti Giacomo in qualità di medico chirurgo di turno in servizio la notte del 23 novembre, Mangano Anna Maria in qualità di medico di turno la mattina del 23 novembre, Merrino Adriana e Cannavà Gaetano in qualità di medici di turno nel pomeriggio del 23 novembre, Pavia Letterio in qualità di medico di turno la notte del 23 novembre e Buttafarro Maria Rosa in qualità di medico di turno il 24 novembre, a fronte di una storia anamnestica del paziente di aneurisma aortico trattato con endoprotesi e di una sintomatologia clinica che evidenziava nel Guglielmo, paziente già sottoposto nel 2011 ad un intervento chirurgico per “aneurisma dell’aorta toracica”, una logica complicanza del predetto intervento” avrebbero omesso di “procedere agli accertamenti strumentali necessari a diagnosticare la predetta complicanza e di eseguire tempestivamente il necessario intervento chirurgico di riparazione endovascolare di aneurisma dell’aorta toracica rotto, intervento eseguito poi d’urgenza con un ritardo di circa 41 ore dall’insorgenza dei primi sintomi del paziente”.

Tesi queste sostenute dai difensori della famiglia Guglielmo, gli avvocati Anna Scarcella e Igor Germanà, che hanno sottolineato in tutte le udienze la negligenza dei medici, che hanno ritardato gli interventi necessari per tentare di salvare la vita del professor Guglielmo, stimatissimo docente di Chimica alle facoltà di Scienze e di Farmacia dell’università di Messina.

"Siamo sconcertati - dichiara il figlio della vittima, l'ingegner Giacomo Guglielmo. Per 41 ore ho visto mio padre agonizzare assistendo a un balletto assurdo al Piemonte, fino a quando lo abbiamo trasportato al Policlinico in un ultimo disperato tentativo di salvarlo. Aspettiamo le motivazioni della sentenza, ma per quanto mi riguarda arriverò fino in Cassazione per avere giustizia. Mio padre è morto a 70 anni e a dispetto di quanto ha dichiarato il Tribunale di Messina con questa sentenza, se si fosse intervenuti per tempo (come ha dichiarato il perito della Procura, il professor Di Pasquale di Palermo) sarebbe ancora vivo e si godrebbe la sua famiglia. Nonostante la sentenza di oggi non mollerò fino a quando avrò giustizia e questo è bene che i sei medici imputati per la morte di mio padre lo sappiano. Perché al di là dell'assoluzione, in quelle maledette 41 ore, durante le quali ho visto mio padre soffrire come un cane e urlare per il dolore, io in ospedale c'ero e ho visto quello che è successo. Ed è per questo che non mi arrenderò, sperando che questa volta lo Stato mi assista con efficienza e solerzia, finora non dimostrate con il cambio di 4 pubblici ministeri".

Care lettrici, cari lettori,
vi scrivo per chiedervi di sostenere il lavoro che quotidianamente vi offriamo, anche a costo di grandi sacrifici personali. Sostenere stampalibera.it significa infatti permettere a questa testata giornalistica, che vi accompagna da oltre 10 anni e che continuate a dimostrare di apprezzare sempre più, di crescere con il supporto di collaboratori retribuiti per migliorare la qualità della nostra informazione libera ed indipendente e di lavorare con tranquillità, coraggio e senza mai dover subire i ricatti della politica. In questi ultimi anni il sito è cresciuto molto. E non finiremo mai di ringraziarvi uno ad uno. Purtroppo però i ricavi della pubblicità, sempre di meno a causa della chiusura definitiva, cagionata dalla pandemia, di molte attività già in crisi, non sono sufficienti a coprire i costi. In un momento in cui quasi tutti i siti e i giornali si assomigliano abbiamo il dovere di fare di più con nuove storie, inchieste e notizie. Ed è anche per questo che vi chiediamo un piccolo ma importante contributo economico. Grazie.


Enrico Di Giacomo

 

 

E’ possibile sostenere stampalibera.it donando tramite bonifico al seguente IBAN: IT36P0760105138282454882455

oppure tramite PayPal cliccando su Donazione