Concorso per addetto stampa al Policlinico, condannato per diffamazione aggravata giornalista

8 Aprile 2021 Inchieste/Giudiziaria

Per aver diffamato una collega con un articolo su un quotidiano on line locale, 'offendone il decoro, il prestigio personale e professionale', il giornalista Gianfranco Pensavalli è stato condannato a 9 mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno e alle spese in favore della parte civile, la 37enne Valeria Arena, difesa dall'avvocato Nunzio Rosso.

Si conclude dopo quasi tre anni dall'inizio del processo, con la sentenza emessa ieri dal giudice onorario Marcello Cipri, una coda giudiziaria della vicenda principale che riguarda il contestato concorso per addetto stampa al Policlinico di Messina vinto dalla Arena, poi trasferitasi a Biella.

IL CONCORSO CONTESTATO.

L'1 febbraio scorso la Corte di Cassazione aveva messo la parola fine alla vicenda del concorso per addetto stampa al Policlinico di Messina del 2011 vinto dalla giornalista Valeria Arena. Dopo la condanna in primo grado per abuso di ufficio (e un'ipotesi di falso solo per l'Arena, poi dichiarata prescritta in appello) dell'Arena e di tutta la commissione giudicatrice, la Corte d'Appello assolse tutti.

Il giornalista Gianluca Rossellini, difeso dall'avvocato Giovambattista Freni, arrivato secondo alla selezione pubblica del 2011 e autore della denuncia, aveva proposto ricorso per Cassazione, poi dichiarato inammissibile dalla VI sezione penale (Rossellini è stato condannato a pagare 3mila euro alla cassa delle ammende). Il concorso fu legittimo e la vittoria dell'Arena, prevalendo in graduatoria legittimamente su Rossellini, che riprovo' il concorso l'anno successivo con un ulteriore insuccesso. Anche la Arena aveva presentato ricorso in Cassazione per il reato di falso, dichiarato prescritto dalla Corte d'appello, ma anche questo atto è stato dichiarato inammissibile.

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