Covid, contagio al Palacultura. La Cgil: «Quando le dosi anche ai dipendenti?»

8 Aprile 2021 Cronaca di Messina

Un nuovo caso, l'ennesimo, al Comune di Messina. E il sindacato che, oltre a segnalare le troppe falle nel sistema di sicurezza, torna a invocare le vaccinazioni, soprattutto per i dipendenti più esposti ai rapporti col pubblico.

L'ultimo caso di contagio si è verificato al Palacultura, dove hanno sede alcuni uffici comunali. Struttura, quella di viale Boccetta, dove «sono totalmente assenti le misure di sicurezza stabilite sia dai protocolli comunali che da quelli governativi - è la denuncia di Peppe Previti, Otello Lo Prete e Francesco Fucile della Fp Cgil - e, pertanto, non è garantita la prevenzione dal contagio». L'elenco delle criticità è lungo: «Mancanza all'ingresso del Palacultura di un addetto che rilevi la temperatura corporea degli impiegati e degli utenti e regolarizzi l'accesso del pubblico ai servizi, nel rispetto di una regolamentazione oraria e del numero di persone consentite dalle norme anti-Covid; l'avviso affisso all'ingresso che vieta l'accesso al pubblico, data l'assenza del personale di controllo, risulta assolutamente inutile; mancanza di un erogatore di disinfettante posto all'ingresso del palazzo; mancata distribuzione di mascherine al personale (solamente nel periodo iniziale della pandemia sono state consegnate, su esplicita richiesta dei dipendenti); il servizio “Prenota-Me” non è stato pubblicizzato adeguatamente e, pertanto, non viene utilizzato; la sanificazione dei locali viene effettuata in modo poco accurato e non con la regolarità necessaria secondo protocollo anti-Covid». Le richieste prioritarie che la Fp Cgil sono queste: sanificare gli ambienti ed avviare lo screening per tutti i dipendenti coinvolti nell'ultimo caso di infezione; verificare la catena dei contatti stretti, per una eventuale quarantena; assicurare il funzionamento degli uffici, ove possibile, in smart working.

Proprio due giorni fa la stessa Fp Cgil, con una lettera firmata dal segretario generale Fucile e dal coordinatore enti locali Previti, aveva chiesto notizie sulla campagna di vaccinazione, per «informare i lavoratori comunali, fortemente preoccupati per la recrudescenza della pandemia». Il 15 marzo scorso, infatti, il sindaco De Luca aveva inviato una nota all'assessorato regionale alla Salute e all'Asp, chiedendo di «ricomprendere nel programma prioritario di vaccinazioni il personale comunale, sottoponendo lo stesso a progressiva vaccinazione».

In particolare De Luca aveva sottolineato che «è indubbio che ogni giorno i dipendenti comunali che entrano in contatto con gli utenti si espongono al rischio di contrarre il virus. Si tenga anche conto che ogni caso di accertata trasmissione del virus comporta la necessità di sospendere le attività lavorative e l'obbligo delle quarantene fiduciarie per i contatti a rischio. Ciò con inevitabile allungamento dei tempi dei procedimenti amministrativi e in alcuni casi assenza obbligata di tutti i dipendenti addetti ad un servizio».

A rafforzare la richiesta del sindaco, il fatto che nel piano di vaccinazioni del 2 gennaio scorso (poi però “revisionato” dal nuovo governo Draghi) il personale comunale addetto a prestazioni indispensabili quali anagrafe, elettorale e stato civile, polizia municipale e altri servizi rientrava nella categoria degli operatori di servizi essenziali, e quindi tra le categorie di cittadini da vaccinare con priorità. È ancora così? E se sì, quando partiranno le vaccinazioni? Queste le richieste del sindacato. Mentre il contagio continua a “serpeggiare”, anche dentro Palazzo Zanca.

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