29 Aprile 2021 Giudiziaria

Salvatore Borsellino contro Michele Santoro: “Ha dato credito a un inquinatore di pozzi, un ondivago e ambiguo presunto collaboratore di giustizia”

Pubblichiamo il post su Facebook di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo e fondatore del movimento delle Agende Rosse, sulle recenti rivelazioni di Maurizio Avola, fatte in esclusiva al giornalista Michele Santoro, sulla presenza del collaboratore di giustizia in via D’Amelio il giorno dell’attentato in cui morì il giudice Paolo Borsellino e la scorta. 

“Voglio sperare che il libro di Santoro e la grancassa mediatica che ne sta accompagnando il lancio – scrive Salvatore Borsellino – sia soltanto quello che mi sembra essere, uno squallido tentativo di recuperare la notorietà da parte di un giornalista giunto alla fine della sua parabola discendente, di un ex giornalista d’inchiesta che pure ai tempi di Samarcanda ha dato qualcosa al mondo dell’informazione, che per recuperare qualche barlume di notorietà e qualche spicciolo di diritti d’autore si è ridotto a dare credito ad un inquinatore di pozzi, un ondivago e ambiguo presunto collaboratore di giustizia che pure nelle sue dichiarazioni passate aveva lucidamente delineato la strategia dei falsi “pentiti” di mafia, mischiare verità e falsità per acquisire credibilità e nel contempo inquinare la verità, delegittimare altri, veri, collaboratori di giustizia”.

“Voglio sperarlo – conclude Salvatore Borsellino – ma nel contempo temo che invece ci sia dietro una manovra per cercare di minare i punti fermi finalmente raggiunti attraverso la sentenza del Borsellino Quater, per cercare di avallare il depistaggio dei ROS fondato sul dossier mafia-appalti come elemento scatenate della strage di Via D’Amelio, per tirare fuori lo Stato deviato da questa e da altre stragi e per ridare una verginità che chi la ha perduta, e irrimediabilmente, da tempo”.