30 Aprile 2021 Giudiziaria

CORVI E VELENI – Logge prendono distanze da ‘Ungheria’: ‘Mai sentita’

A volte ritornano. Dalla P2 in poi logge massoniche oscure spuntano da inchieste che indagano su legami tra politica, istituzioni e affari poco leciti. C’è stata la P3, poi la P4. Ora è la volta di ‘Ungheria’, che vanterebbe tra le proprie fila alti magistrati, vertici istituzionali, esponenti del Vaticano. Ne ha parlato l’avvocato siciliano Piero Amara con il pm milanese Paolo Storari.

Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, è netto: “non esiste alcuna loggia ‘Ungheria’ tra le 870 che fanno capo al Goi. Io non l’ho mai sentita nominare e non so se esiste”.

Analoga la posizione di Luciano Romoli, Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia: “non sappiamo nulla, non è un nostro aderente, neanche conosco i personaggi coinvolti in questa vicenda”.

Il caso viene allo scoperto 40 anni dopo – era il 17 marzo 1981 – la perquisizione della casa di Licio Gelli, Villa Wanda e dei suoi uffici a Castiglion Fibocchi (Arezzo) da parte dei militari della Guardia di finanza che trovarono gli elenchi degli iscritti alla loggia massonica P2 (acronimo di Propaganda 2), aderente proprio al Goi: c’erano ben 963 nomi, tra cui ministri in carica, militari e appartenenti alle forze dell’ordine, parlamentari, manager, finanzieri, magistrati e giornalisti.