30 Aprile 2021 Giudiziaria

Maria Falcone: “Avola ritrova la memoria dopo decenni. Utile sentire magistrati”

Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia catanese Maurizio Avola rilasciate nell’intervista a Michele Santoro, trasmessa ieri su La7 nello speciale dedicato alla mafia, hanno sollevato diverse polemiche. Dopo Salvatore Borsellino oggi anche Maria Falcone (in foto), sorella del giudice ucciso il 23 maggio 1992 a Capaci, è intervenuta in maniera netta, partendo proprio dal comunicato stampa rilasciato stamattina dalla Procura di Caltanissetta. “Alla luce delle precisazioni fatte dalla procura di Caltanissetta, fermo restando l’assoluto rispetto per il diritto di cronaca – ha detto la Falcone – sarebbe stato utile ascoltare i magistrati che per anni hanno indagato sulle stragi del ’92 consentendo di smascherare il clamoroso depistaggio delle indagini sull’attentato di via D’Amelio. Sentire la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe consentito di avere un quadro dei fatti basato su accertamenti e riscontri e non solo su dichiarazioni di personaggi che ritrovano la memoria dopo decenni. Sulle stragi mafiose continuano a essere troppi i lati oscuri e, dopo anni di falsi pentiti ritenuti credibili e tentativi di ‘inquinamenti’, i cittadini hanno diritto a informazioni complete“. “Rivedendo e rivivendo con dolore gli attacchi rivolti a mio fratello da Leoluca Orlando e Alfredo Galasso – ha aggiunto – voglio solo ricordare che la storia ha stabilito dove stava la ragione e dove il torto. A chi accusava Falcone di eccessiva vicinanza ai palazzi del potere, ricordo solo che la legislazione antimafia, ancora attuale e fonte d’ispirazione per tanti Paesi, nasce proprio dal lavoro che mio fratello fece al Ministero della giustizia nell’ultimo periodo della sua vita. Alludo alla creazione della procura antimafia, alla legge sui pentiti e alla nascita della Dia. Lavoro per cui fu criticato, isolato e di cui quasi dovette giustificarsi“.