5 Maggio 2021 Giudiziaria

LE BUGIE DI AMARA, ARDITA: “UNA VENDETTA? POSSIBILISSIMO”

“Una via di mezzo tra una barzelletta e una mascalzonata”, Michele Vietti, ex vicepresidente del Csm definisce così le rivelazioni dell’avvocato Piero Amara.

In sintonia con gran parte dei personaggi tirati in ballo come amici o nemici della ‘Loggia Ungheria’, nell’interrogatorio con i pm Pedio e Storari pubblicato dalla Verità. Tra i citati c’è anche il magistrato Sebastiano Ardita. Fu lui da pm, prima del 2006, a chiedere e ottenere l’arresto di sette tra deputati ed ex deputati, un sottosegretario in carica e oltre duecento mafiosi. E di recente stava per provocare quello di Amara.

Alla domanda di Virginia Piccolillo, del Corriere della Sera, se le dichiarazioni di Amara possano essere una vendetta, risponde così: “E’ possibilissimo. Perchè un collega, Stefano Fava, mi rappresentò la volontà di fare un esposto al Csm per i contrasti avuti in procura su un’indagine importante, proprio quella su Amara, che lui voleva fare arrestare”. Ardita gli chiese “di ricomporre, se possibile, il contrasto nell’ufficio, o di presentare un esposto formale”. Assicurandogli che “gli avrebbe dato appoggio. Per l’accertamento fino in fondo della verità”. Ma non ci fu. Di li a poco si scatenò la bufera Palamara.

Ricorda Ardita: “Non fu possibile sentire Fava perchè dopo lo scandalo dell’hotel Champagne fu sottoposto a un procedimento penale dalla procura di Perugia che lo accusava di tentare di screditare il procuratore. Quindi il contenuto stesso dell’audizione, il contrasto con il procuratore, era già considerato parte del reato e diventò per noi impossibile convocarlo”. Ma sui giornali la sua intenzione di appoggiare l’arresto di Amara filtrò.

E ora Amara lo cita, ma come “pm di Catania”. Ardita sorride: “Immagino che in quei contesti è importante sapere che lavoro si faccia. Io non ero più pm a Catania da 7 anni”.