21 Maggio 2021 Attualità

Chiusura centro vaccinale Ospedale Piemonte, De Luca (M5S): «Inaccettabile non avvisare i cittadini»

«Il centro vaccinale dell’Ospedale Piemonte ha chiuso i battenti e gli ultimi saperlo sono stati i cittadini. La scelta di interrompere la vaccinazione presso la sede del nosocomio di viale Europa è stata adottata dai vertici dell’emergenza Covid e dalla direzione del Piemonte-Neurolesi nelle settimane scorse, ma il paradosso è che i messinesi che si erano prenotati per la somministrazione del vaccino hanno appreso della chiusura del Centro solo una volta recatisi in loco». A parlare è il deputato regionale del Movimento Cinque Stelle e componente della Commissione Salute dell’Ars Antonio De Luca.

«E’ inaccettabile – aggiunge De Luca – che molte persone non abbiano potuto ricevere la somministrazione del vaccino, programmata da tempo e disdetta senza alcun preavviso. In una fase così delicata legata all’emergenza Covid, nella quale è necessario procedere speditamente con la vaccinazione, sarebbe stato opportuno comunicare per tempo la chiusura del Centro vaccinale, in modo da evitare disagi sia al personale medico preposto alla vaccinazione sia soprattutto ai cittadini, che ignari della sospensione della vaccinazione presso l’Ospedale Piemonte ieri ed oggi si sono presentati all’orario programmato ma sono stati costretti a tornarsene a casa senza potersi vaccinare perché da ieri al Piemonte non ci sono più dosi a disposizione . Per evitare il disagio sarebbe stato sufficiente che il Neurolesi portasse al Centro vaccinale di viale Europa i vaccini necessari prolungando l’attività di un paio di giorni fino a smaltire i prenotati, ma ciò non è stato fatto. Mi aspetto che il commissario Covid Alberto Firenze ed i vertici del Piemonte-Neurolesi non solo chiedano scusa ma si attivino immediatamente per contattare coloro i quali non hanno potuto vaccinarsi e riprogrammare con loro, in tempi brevissimi, un nuovo appuntamento negli altri hub della città».

Sempre a proposito di sanità ed emergenza Covid, il deputato del Movimento Cinque Stelle segnala un’anomalia per quel che concerne il numero degli specializzandi messinesi in Medicina e Chirurgia da impiegare per la somministrazione dei vaccini, così come previsto dal decreto legge nr. 41 del 22 marzo 2021 (c.d. decreto “Sostegni”).

«Nei giorni scorsi – spiega De Luca – l’Asp di Messina ha comunicato all’Assessorato regionale il fabbisogno dei medici specializzandi da destinare nelle varie strutture cittadine e provinciali in cui vengono somministrati i vaccini. Il dato fornito dall’azienda sanitaria di Messina balza immediatamente agli occhi, soprattutto se messo a confronto con quello delle altre aziende sanitarie siciliane. Sono infatti ben 451 gli specializzandi individuati dall’Asp di Messina, contro i 32 dell’Asp Palermo, i 97 dell’Asp di Catania, i 60 dell’Asp di Siracusa, i 35 dell’Asp di Trapani , i 30 dell’Asp di Agrigento , i 16 dell’Asp di Enna, i 15 dell’Asp di Caltanissetta, i 28 dell’Arnas Civico ed i 30 del Policlinico di Palermo . In pratica, come si evince dal documento dell’Assessorato Regionale della Salute, il dato coincide esattamente con quello relativo alla disponibilità del numero degli specializzandi fornita in apposito elenco dal Policlinico di Messina. Questo fa pensare- continua De Luca – che l’Asp di Messina, diversamente da quanto fatto dalle altre aziende sanitarie provinciali, non abbia effettuato un’analisi dettagliata sul reale fabbisogno, ma abbia pedissequamente riportato il dato inserito nell’elenco del Policlinico universitario di Messina. La mia preoccupazione è che molti dei nostri specializzandi non potranno realmente svolgere servizio nelle strutture di Messina e provincia, perché in esubero rispetto alle reali esigenze, e al contempo saranno tagliati fuori dall’opportunità di offrire la propria prestazione presso le strutture vaccinali delle altre provincie siciliane che invece hanno necessità di personale».

«Mi riferisco in particolare a città come Ragusa Agrigento Caltanissetta, Siracusa Enna e Trapani, che non avendo Policlinici universitari dovranno necessariamente attingere dagli elenchi di Messina, Catania e Palermo. Paradossalmente, anche l’Asp della città etnea dovrà rivolgersi all’esterno, perché a fronte di un fabbisogno di 97 unità, il Policlinico di Catania ha una disponibilità di 60 specializzandi. Il Policlinico di Messina, con i suoi 451 giovani medici disponibili, ed il Policlinico di Palermo con 683, sono i due centri universitari che potrebbero dare un supporto concreto per soddisfare le esigenze delle altre città siciliane. Ma, come detto, l ’Azienda sanitaria della città dello Stretto ha di fatto ‘bloccato’ tutti e 451 specializzandi. Mi chiedo se per reale necessità o per mancanza di una approfondita analisi del fabbisogno, che rischia di penalizzare ingiustamente i nostri specializzandi e dà il senso di un modus operandi approssimativo e assai poco efficiente da parte del Commissario Covid nominato dall’Assessorato regionale presso l ’Asp di Messina».