21 Maggio 2021 Senza categoria

LA MELONI ALLO ‘JACI’: «L’odio fuori dalle scuole», esposto al Provveditorato

Fa discutere l’iniziativa promossa dall’Istituto Jaci, e rilanciata dal quotidiano stampalibera.it, che il 25 maggio ospiterà online la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni per discutere del suo libro “Io sono Giorgia”.

Dopo la presa di posizione dei Giovani Democratici, Rifondazione Comunista e la replica di Gioventù nazionale, a intervenire adesso sono studenti e studentesse, associazioni e sindacati, che hanno preparato un esposto al provveditorato “per chiedere un intervento deciso sulla vicenda”.

Di seguito la lettera, firmata da Liberazione Queer+ Messina, Rete degli Studenti Medi Messina, UDU Messina – Unione degli Universitari, Link Messina – Studenti Indipendenti, Circolo ARCI Thomas Sankara, Arcigay “Makwan” Messina, CUB Messina, Rete 34+, Cambiamo Messina dal Basso e Potere al Popolo.

«Siamo studentesse e studenti, molti dei quali appartenenti alla comunità LGBTQ+, che hanno scoperto con sdegno l’incontro che avverrà all’istituto tecnico Jaci il 25 maggio nell’ambito di un PCTO (ex alternanza scuola-lavoro). Tale incontro vedrà l’onorevole Meloni presentare la sua ultima biografia insieme al coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia.

Ci sembra inutile ricordare tutte le occasioni in cui l’onorevole Meloni ha contribuito ad alimentare un clima tossico nei confronti della comunità LGBTQ+ (da ultimo con la sua avversione alla legge Zan), con un grave danno per tutt* l* student* che subiscono ogni giorno violenza di matrice omolesbobitransafobica. Noi -che invece siamo spesso tacciati di fare “propaganda gender”- avendo subìto ripetutamente censure a livello istituzionale, vogliamo denunciare il fatto che la destra e il discorso d’odio siano accettate nelle scuole a braccia aperte mentre i diritti vengono lasciati alla porta: la nostra risposta a questo incontro è #odiofuoridallescuole.

Ci chiediamo cosa ci sia di formativo in una biografia che sputa odio, razzismo, omolesbobitransafobia ad ogni parola, in una vergognosa operazione di restyling mediatico. Non capiamo neanche quale sia il valore a questo punto di organizzazioni come Fidapa la quale si è prestata a questa operazione di femonazionalismo, ovvero di strumentalizzazione del corpo delle donne in difesa dei diritti della “patria”. Che poi questo incontro sia valido ai fini del PCTO è la beffa che si aggiunge al danno: a quanto pare l’inutilità formativa dei percorsi PCTO sommata agli interventi di associazioni fintamente istituzionali (come Fidapa) costituiscono un mix che fa gola alle istituzioni italiane più compiacenti.

L’unico approccio possibile nelle nostre scuole dovrebbe infatti essere quello inclusivo e che valorizzi una società solidale dove le idee di chi si sente vicino ad idee maschiliste, razziste e arcaiche non dovrebbe avere posto. Cosa vogliamo insegnare ai nostri studenti e studentesse, il dogma della famiglia tradizionale che viene declinato nella semplice intolleranza? Il mondo è cambiato, non farsene una ragione è puro furore ideologico.

Queste domande le rivolgiamo non solo alla scuola e alla città ma anche all’ufficio scolastico regionale e al ministero, al quale abbiamo inviato un esposto per chiedere un intervento deciso sulla questione».