3 Giugno 2021 Attualità

Brusca: Salvatore Borsellino, tanti politici sciacalli e ipocriti

“Ho sentito tanti politici rendere dichiarazioni battendosi il petto perché Brusca è tornato in libertà, mentre intanto sono favorevoli all’abolizione dell’ergastolo ostativo che farebbe sì che persone come Brusca tornino in libertà dopo 30 anni senza neanche aver collaborato. E questa è ipocrisia pura”. Lo dice all’AGI Salvatore Borsellino che parla di “sciacalli”, persone che “approfittano di queste tragedie (la liberazione di Brusca ndr) per poter fare propaganda politica e poter raccattare qualche voto in più”. Per i familiari delle vittime, aggiunge il fratello di Paolo Borsellino, “è una tragedia sapere che una persona come Brusca è tornata libera, e poterla incontrare per strada, ma l’accettiamo in nome della lotta alla Cosa nostra”. L’ergastolo ostativo per Salvatore Borsellino “è una delle armi che lo Stato utilizza per combattere la criminalità organizzata. Perché attraverso l’ergastolo ostativo è possibile che si giunga alla collaborazione di alcuni di questi criminali”. E queste persone che “oggi si battono il petto perché vedono Brusca lasciare la galera non ricordano che senza l’ergastolo ostativo tra 5-6 anni sarebbe tornate in libertà senza aver neanche collaborato. Senza questo strumento assisteremmo alla fine dei collaboratori giustizia e quindi verrebbe a mancare una delle poche armi che lo Stato possiede voluta fortemente da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.

E commentando l’intervista di 5 anni nella quale Brusca chiede perdono ai familiari delle vittime, sostiene: “Nel caso di Brusca che ha ucciso 150 persone e ha sciolto nell’acido anche un bambino non si può parlare di pentimento. Bisogna adoperare le parole esatte: semmai si può parlare di collaborazione. E poi, nel caso in questione, bisogna vedere se la collaborazione con lo Stato è stata completa. Se ha detto tutto ciò che sapeva o soltanto quello che gli serviva per ottenere uno sconto di pena”. Così si dice sicuro che Brusca “non abbia detto tutto quello che sa in merito alla possibile partecipazione di pezzi dello Stato alla preparazione e all’attuazione di queste stragi e ritengo che non l’abbia detto perché questi criminali hanno più paura di pezzi deviati dello Stato e di un eventuale infarto come quello che ha colpito ‘Faccia di mostro’ di quanto non abbiano paura delle famiglie mafiose che potrebbero vendicarsi del loro tradimento”.