8 Giugno 2021 Cultura

Addio a Loteta, cronista e scrittore alla ricerca “dell’Identità perduta”

Di Sergio Di Giacomo – Il mondo del giornalismo e della cultura messinese perdono un altro grande protagonista, il giornalista e scrittore Giuseppe Loteta, scomparso a Roma all’età di 90 anni.

Fu noto e apprezzato cronista politico de “Il Messaggero”, il quotidiano romano per cui scrisse dai primi anni Sessanta fino al 1994. Esponente del mondo socialista, laico e radicale, fu caposervizio Interni e inviato del settimanale “L’Astrolabio” fondato da Ernesto Rossi e diretto da Ferruccio Parri (che ebbe tra i protagonisti anche l’artista peloritano Luigi Ghersi). Fu anche condirettore di “Aut” e vicedirettore del “Diario di Venezia”. Collaborò anche per la “Gazzetta del Sud”, per cui scrisse intensi articoli dedicati a luoghi (il Gabinetto di Lettura), personaggi (Blandina) e episodi della Messina di ieri.

La memoralistica era la sua grande passione, che coltivava dal suo osservatorio romano. Nella capitale frequentava “Gli Amici di Messina” e l’Associazione culturale “Antonello da Messina” del cugino Gioacchino Toldonato: il toccante  ricordo di Chinello, scomparso pochi giorni fa, è stato il suo ultimo scritto consegnato alla sua pagina Fb. Loteta, erede di famiglia nobile, si formò nella fervida Messina del secondo dopoguerra, in quel mondo culturale e di costume che gravitava attorno alle librerie storiche,  a licei storici come il classico “Maurolico” (dove si diplomò nel 1948), all’Università (si laureò in Legge, frequentando il mondo della goliardia) e in luoghi mitici come il Ritrovo Irrera, che nelle sue memorie ha descritto con tocchi vividi definendolo il “Caffè Greco di Messina” animato da artisti e intellettuali. Nei suoi recenti libri non mancavano riferimenti alla sua amata città, da “Messina 1908” (che narra de “Il fatto di Messina” un giallo giudiziario della città preterremoto, con protagonista anche Salvemini), “Romanzo messinese” (una raccolta di racconti di formazione),  “Istantanee, tra cronaca e storia” (una serie di interviste ai grandi della storia e della politica, in cui si parla anche dello storico comizio di Togliatti al cinema Casalini) e soprattutto “Pagine Messinesi”, un arcobaleno di scritti “alla ricerca dell’Identità perduta”, elaborati con l’intento di riscoprire pagine della nostra storia per “aiutarci riconoscerci”.

Tra altri suoi libri, ricordiamo anche “Cuore da battaglia-Pacciardi racconta a Loteta, Fratello mio valoroso compagno (su Fernardo De Rosa) e ”Nuvole e pietre”, poesie e omaggi personali e collettivi. Un testo in cui si evoca lo “scirocco a Santo Saba”, la Riviera con Faro,le amate Eolie,  le Case basse “protette dallo scirocco, i maestri del pesce spada…le odissee col pianto delle fere”, l’antica falce di Zancle e lo Stretto che cambia colore “come l’umore di una donna”, mare femminile che diventa “madre delle genti”.