8 Giugno 2021 Attualità

Corte dei Conti: condannato l’arch. Calogero Punturo, dirigente Iacp di Messina

I giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, presieduta da Giuseppa Maneggio, hanno condannato l’ex direttore dello Iacp di Catania Calogero Punturo (attualmente Dirigente del Settore Tecnico dello Iacp Messina) a risarcire l’istituto delle case popolari con 153 mila euro. Sono stati assolti i commissari Natale Zuccarello, Gaetano Laudani, Concetta Carla Luisa Foti, Calogero Beringheli.

Secondo quanto accertato dalla procura contabile diretta da Gianluca Albo, l’ex direttore “aveva proceduto a liquidarsi – si legge nella sentenza – con atti a propria firma, somme a titolo di trattamento economico e aveva corrisposto alla dirigenza nel corso degli anni somme eccedenti il limite di centomila euro”. La difesa del direttore ha affermato che quanto liquidato era nel pieno rispetto delle norme e il potere di vigilanza della Regione sugli Iacp non si estende al trattamento economico dei dipendenti e dei dirigenti che risulta costituzionalmente sottratto alle competenze legislative regionali e conseguentemente affidato, quanto ai principi generali, alla legislazione esclusiva dello Stato.

Secondo i giudici “le norme sanciscono in maniera inequivocabile – si legge nella sentenza – il principio della onnicomprensività del trattamento economico dei dirigenti che, alle funzioni svolte (indennità di funzione) ed ai risultati raggiunti (indennità di risultato). E sancito dalle norme anche l’esclusività delle prestazioni dei dirigenti pubblici e di onnicomprensività del relativo trattamento economico, nei confronti di tutte le Amministrazioni”.

Per i giudici “sussiste l’antigiuridicità della condotta dell’ex direttore che ha provveduto a liquidarsi, unilateralmente e in violazione dei riferiti precetti normativi, l’indennità di posizione ad interim per il 2015 e per il 2017. Anche per quanto riguarda il danno correlato all’indebita percezione dell’indennità di risultato per il 2014, il Collegio ritiene illegittima l’erogazione, risultando violato l regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi”. La sentenza di primo grado sarà appellata.