15 Giugno 2021 Giudiziaria

I NOMI – L’inchiesta sulle ‘Regionali’ 2017, sono 14 gli avvisi di conclusione indagini

L’inchiesta sulle elezioni regionali del 2017 che ha interessato la città e tutta la provincia tirrenica del Messinese, e che è stata coordinata dai sostituti Fabrizio Monaco, Maria Pellegrino e Rosanna Casabona, adesso è chiusa. Il sostituto della Distrettuale antimafia di Messina Fabrizio Monaco ha inviato l’atto di conclusione delle indagini preliminari a 14 indagati, per una storia nata da un’indagine della Dia di Catania sui brogli nella zona etnea alle regionali del 2017 che poi s’è allargata anche ad altri ambiti siciliani, coinvolgendo più persone.

Al centro dell’inchiesta – come scrive oggi Nuccio Anselmo su Gazzetta del Sud – poi ereditata dai colleghi della Dia di Messina per le indagini nella nostra provincia, ci sarebbero una serie di “mazzette” elargite per distribuirle ai grandi elettori della provincia di Messina, sparsi tra la città e i vari centri della zona tirrenica. Questo principalmente per far eleggere all’Ars nel 2017 Santo Catalano, nato a Favignana e residente a Milazzo, onorevole decaduto per  aveva patteggiato in appello, un decennio prima a Messina, una condanna a un anno e undici mesi per una vicenda legata ad un abuso edilizio a Milazzo. In quel periodo, Catalano avrebbe avuto «stretti contatti» con l’ex consigliere provinciale di Messina Carlo “Roberto” Cerreti, così come hanno documentato gli investigatori della Dia di Messina.

Al centro dell’inchiesta non c’è soltanto la campagna per le regionali del 2017 di Catalano ma anche la corsa all’Ars anche del sindaco di Fondachelli Fantina Marco Pettinato nello stesso anno.

Ecco in nomi dei 14 indagati citati nell’atto conclusivo delle indagini ex art. 415 bis c.p.p.: l’ex consigliere provinciale a Messina Carlo “Roberto” Cerreti, l’ex parlamentare regionale Santo Catalano, l’attuale consigliere comunale di Milazzo Lorenzo Italiano, ex sindaco e candidato a sindaco alle ultime amministrative, il sindaco di Fondachelli Fantina Marco Pettinato e il padre ed ex sindaco del centro montano Francesco Pettinato, la candidata a sindaco di Librizzi alle ultime amministrative Maria Pamela Corrente; ci sono poi agli atti i nomi di Armando Buccheri di Terme Vigliatore, Carmelo Fascetto di Nicosia, del milazzese Francesco Salmeri, dei messinesi Placido Smedile, Davide Lo Turco e Giuseppa Zangla (tempo addietro ha inviato una nota escludendo ogni suo coinvolgimento, n.d.r.), l’imprenditore Enrico Talamo che avrebbe agito su Tortorici, e infine il milazzese Rocco Cambria.

Agli atti c’è un lungo elenco di intercettazioni telefoniche attivate prima del voto nel novembre del 2017 e nel 2018, in cui vengono delineati accordi pre-elettorali illeciti.