23 Giugno 2021 Cultura

“Cortile – Teatro Festival”: Dal 28 giugno a settembre inoltrato oltre venti appuntamenti divisi tra il Cortile di Palazzo Calapaj- D’Alcontres, il Museo di Messina e l’Area Iris di Ganzirri

Dopo la pandemia che ha quasi distrutto il mondo dello spettacolo italiano
non si poteva fare un festival teatrale qualunque, tanto più se si tratta
dell’edizione del decennale (sommando i cinque anni di Forte San Jachiddu
a quelli del Palazzo Calapaj-D’Alcontres). Così “Cortile Teatro Festival”,
organizzato dal Castello di Sancio Panza con la collaborazione di
Nutrimenti Terrestri, ha deciso di buttare il cuore oltre l’ostacolo e ha
programmato spettacoli dal 28 giugno (quando sarà in scena “Quadri di
una rivoluzione” di Tino Caspanello) a metà settembre, utilizzando tre
location diverse.
La manifestazione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa
nel ristorante “A Cucchiara” di Giuseppe Giamboi, e, come ha detto il
direttore artistico Roberto Zorn Bonaventura, «si pone come obiettivo
quello di coinvolgere quanto più pubblico e artisti possibili, cercando di
tracciare un nuovo inizio. Il mondo della Cultura, e quello del Teatro in
particolare, ha subìto un colpo terribile. La nostra volontà è quella di non
guardarci indietro, di andare avanti, oltre il tempo e provare a trovarci,
visionariamente, tutti, in un nuovo mondo».
«Siamo arrivati – ha continuato – alla decima edizione di un Festival che
abbiamo sempre voluto fortemente organizzare per respirare un’aria che
ci piace. Quell’aria che adesso facciamo fatica a portare ai polmoni, che
cerchiamo disperatamente di trovare nelle strade, nei vicoli e nei cortili.
“Segnali di vita… nei cortili”, ci affidiamo al maestro Battiato per trovare
coraggio e speranza. Cerchiamo con tutte le forze di fare un salto temporale e di ritrovarci in un futuro che vorremmo fosse diverso, che
fosse più consapevolmente nostro. Per farlo disegniamo un percorso di
spettacoli che attraversano la città, i tempi e gli spazi. Lo storico Cortile
Calapaj-D’Alcontres è la nostra base, il nostro presente, in cui si
alterneranno compagnie che adatteranno il loro spettacolo all’architettura
del palazzo. Il Museo Regionale di Messina è il passato da cui prendere
coraggio per fare meno errori, e l’area Iris sarà il nostro futuro, quello che
non conosciamo ancora, ma che possiamo sempre immaginare».
E infatti il festival triplica i propri spazi.
 Cortile settecentesco Calapaj-D’Alcontres . Sede storica del
Cortile Teatro Festival, si trova in pieno centro, accanto al Duomo di
Messina. Unico palazzo nobiliare resistito al terremoto del 1908 e al tempo,
è normalmente chiuso al pubblico. Un’atmosfera intima, sofisticata e nello
stesso tempo accessibile a tutti.
 Museo Regionale di Messina . Insieme con l’Università è
l’istituzione culturale più importante della città. La sua ampia spianata
esterna che volge verso il mare dello Stretto, trasformata in teatro
all’aperto, ha una capienza di oltre 200 posti (con le limitazioni anti-Covid).
Gli artisti e gli spettatori saranno circondati dai giardini allestiti con preziosi
resti archeologici orgogliosamente esposti dal Museo. A pochi metri di
distanza le celeberrime opere di Antonello da Messina e Caravaggio, per
citare solo le più importanti.
 Area Iris . Nella zona Nord della città, quella più attrattiva per i
turisti, piena di ristoranti e strutture dedicate all’ hospitality . L’area,
tradizionalmente legata al cinema, si trova accanto ai famosi laghi di
Ganzirri e a Capo Peloro, “punta” della Sicilia dove si uniscono il mar
Tirreno e il mar Ionio. «Una nuova sfida – ha detto il gestore Umberto
Parlagreco – che spero sia l’inizio di una lunga collaborazione».
La decima edizione del Cortile Teatro Festival si avvale del contributo che il
Comune di Messina, in compartecipazione di Regione Siciliana e Ministero dei
BB.CC., dà alla manifestazione nell’ambito del progetto “Kulturavirus”,
dell’appoggio di “Latitudini”, la rete siciliana di drammaturgia contemporanea,
e del Gruppo Tourist-Caronte. Collabora l’Università di Messina con “Universi
Teatrali”. RAI Radio Uno è media partner del Festival.
L’assessore comunale alla Cultura Vincenzo Caruso ha voluto sottolineare la
sua ammirazione per un festival che va avanti avanti da dieci anni, «cosa
onestamente difficile».
Da parte sua l’assessore agli Spettacoli Francesco Gallo si è definito uomo
della concretezza: «Ho apprezzato la voglia di fare e la capacità artistica che si
muovono attorno al “Cortile” e mi è sembrato logico far sì che il Comune fosse
di supporto. Il segnale della vita che voi amate è stato trasformato
dall’Amministrazione in segnale di speranza. Se sei un artista, perché vivi

d’arte, allora noi diamo la giusta attenzione. Non vogliamo confondere i
professionisti con gli amatori».
Gigi Spedale, in rappresentanza di Latitudini, la rete che sostiene la
drammaturgia siciliana contemporanea, ha spiegato che quest’anno si è voluta
dedicare più attenzione a Messina «dove c’è un teatro istituzionale più
distratto», e anche perché apprezza la grande qualità del Cortile Festival.
Martina Galletta ha portato il saluto e l’apprezzamento della Caronte-
Tourist,«che tiene a sostenere i progetti artistici di qualità».
Presente anche Tino Caspanello, autore e regista dello spettacolo inaugurale
del 28 giugno “Quadri di una rivoluzione”. Ha ricordato come questo lavoro sia
stato messo in scena e premiato all’estero: «Grazie per averci invitato a
Messina, finalmente nella nostra città».
Si vuole rilanciare in maniera dirompente e creativa il valore del teatro e della
cultura partendo da artisti di fama nazionale e internazionale senza tralasciare
compagnie di Messina apprezzate in tutta Italia e che operano da anni nel
territorio messinese e siciliano: Teatro Pubblico Incanto,
QuasiAnonimaProduzioni, Carullo-Minasi, Nutrimenti Terrestri e il Castello di
Sancio Panza. Come da tradizione, gli artisti sono tra i più premiati sia a livello
nazionale sia internazionale, che hanno anche il favore della critica ma che
difficilmente trovano spazio nei grandi teatri pubblici.
Fra i nomi che saranno in scena nel Festival 2021, citiamo fra i tanti
Tino Caspanello (rappresentato e pubblicato anche all’estero), la
Piccola Compagnia Dammacco di Modena, la compagnia Berardi-
Casolari di Taranto (una delle più note dell’avanguardia italiana),
Carlo De Ruggeri a Valerio Aprea (noti anche come interpreti
cinematografici, per esempio del premiato “Figli”), Claudio Morganti
(qui regista, uno dei nomi storici del teatro sperimentale italiano), la
compagnia toscana Capotrave, Gaspare Balsamo (cuntista siciliano
che presenterà una prima assoluta), la compagnia Babel di Palermo,
Blas Roca Ray, la compagnia Menoventi di Ravenna, Carullo-Minasi
eccetera.