2 Luglio 2021 Attualità

DE LUCA MINACCIA DI QUERELA…L’AVVOCATO TAORMINA!

Riceviamo e pubblichiamo il documento di risposta alle dichiarazioni del sindaco De Luca di MessinAccomuna, laboratorio di partecipazione civica. 

 

Deve avere il carbone bagnato De Luca. Accusa messinAccomuna di divulgare segreti d’ufficio, parla di arresto per lui, recita da Caimano e (come al solito, e come nessuno si permette di fare) insulta e si produce in show oltre ogni decenza, minaccia querele e non si accorge che dovrebbe denunciare …il suo avvocato! Sembra proprio una gallina che canta perché ha fatto l’uovo.

Con aria accigliata e stancamente sufficiente dichiara che messinAccomuna ha pubblicato: “stralci della nostra memoria difensiva, che abbiamo depositato quando io sono stato interrogato, che è secretata. Non fa parte degli atti, tranne che non ci sia qualche cosa strana in Procura …ma questo ora lo vediamo, infatti stavolta abbiamo verificato anche questo. Vedremo ora di fare le dovute istanze e anche le dovute querele”. Stendendo un velo pietoso sulla miseria del gesto a seguire, per facilitare l’opera a De Luca tradiamo il patto di riservatezza e gli riveliamo la nostra fonte. Si tenga forte, sig. Sindaco, si tratta nientepopodimenoche di TAORMINA AVVOCATO CARLO, difensore a tempo semi-pieno di DE LUCA DOTTOR CATENO!

All’indomani dell’interrogatorio subìto da De Luca il 28 dicembre scorso (anniversario del terremoto), l’avvocato Taormina scriveva alla stampa: “Una mano ignota, all’indomani dell’insediamento del Sindaco De Luca, appose sul documento la data del 19 giugno 2018 in luogo di quella vera del 19 giugno 2019, facendo così risultare che l’Architetta Bonasera avesse presentato domanda e fosse stata deliberatamente scartata scegliendo consiglieri tutti di sesso maschile nel precedente consiglio di amministrazione nominato il 27 luglio 2018“. MessinAccomuna ha solo citato, tra virgolette e riportando la fonte (a volte leggere con attenzione può evitare uscite improvvide…).

Nel tentativo di difendere De Luca dall’accusa di avere illegittimamente scartato in precedenza la candidatura della Bonasera, Taormina svela urbi et orbi che l’istanza dell’architetta è stata falsificata nella data, e afferma che la data “vera” è il 19 giugno 2019 (non 2018). Ma qui emerge un doppio inghippo: questa data è successiva alla scadenza fissata dallo stesso Sindaco nell’avviso del 4 dicembre 2018 (vedi allegato) per la designazione di un componente donna nel Consiglio di Amministrazione di AMAM (termine: ore 12,00 del 13.12.2018), ed è successiva addirittura alla nomina della Bonasera, avvenuta il 14 giugno (cinque giorni prima, come da report di stampa). Nessuno mette in dubbio la ricostruzione che l’avv. Taormina ha fatto circa la falsificazione di questa istanza: la data “vera” è il 19 giugno 2019. Ma allora il sindaco deve spiegare ai cittadini come abbia fatto a considerare in data 14 giugno un’istanza non ancora ricevuta e comunque fuori da ogni possibile termine. A meno che non ci sia un’altra istanza della Bonasera, in risposta “regolare” al bando del 4 dicembre. Ma allora la Bonasera che lettera ha scritto il 19 giugno 2019, offrendola a successiva malevola e anonima falsificazione, quando era già stata nominata consigliera cinque giorni prima?

Insomma, alla luce delle rivelazioni del “Taormina gola profonda”, come è avvenuta la designazione della Bonasera? Apparentemente la nomina è legata a una domanda che l’avvocato del Sindaco dichiara risalire a una data successiva a ogni scadenza di evidenza pubblica e alla stessa data di nomina. Vuol chiarire l’inghippo, sig. Sindaco, o vuole continuare con gli show?

P.S.: per la querela per divulgazione di notizie riservate, riteniamo il sindaco sia già in possesso di generalità e indirizzo dell’avv. Taormina, a noi non conosciuti. È stato questi a pubblicare il contenuto della sua memoria, come il sindaco potrà agevolmente “verificare” consultando gli organi di informazione locale nelle date 30 e 31 dicembre 2020.

messinAccomuna, 02 luglio 2021

Per comodità di lettura dell’intricata vicenda, segue una breve cronistoria degli atti:

25 giugno 2018: De Luca diventa sindaco di Messina

27 luglio 2018: in assemblea dei soci De Luca ripristina (contraddicendo le indicazioni della Legge-Madia) il cda in AMAM, nominando tre componenti: Puccio (Presidente), Cicala e Cerreti (componenti)

Settembre-Novembre 2018: il Ministero richiama ripetutamente all’obbligo di rispetto delle “quote di genere” negli organismi aziendali

4 dicembre 2018: pubblicato l’avviso per la designazione di un componente donna in seno al cda AMAM

13 dicembre 2018: scade il termine per le candidature dell’avviso sopra richiamato

Dicembre 2018-Aprile 2019: per quattro mesi, con procedura chiusa, il Sindaco non provvede

19 aprile 2019: viene sciolto il cda e si torna all’amministratore unico (per evitare eventuali provvedimenti del Ministero?)

14 giugno 2019: viene rinominato il cda, senza nuovo avviso pubblico, ripescando Cicala e inserendo la Bonasera.

E qui scatta il “giallo” della domanda datata e falsificata: da dove è “pescata” l’istanza dell’attuale Presidente?

-​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​Se la lettera è del 19 giugno 2019 (come sostiene Taormina), è seguente e il Sindaco non poteva considerarla;

-​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​Se la lettera è del 19 giugno 2018 (come fatto apparire dalla “manina”) è precedente a ogni bando ed evidenza pubblica, dunque inammissibile;

-​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​In ognuno dei due casi è estranea alla procedura di cui all’avviso pubblicato dal Sindaco per l’individuazione di un componente donna in seno al cda AMAM;

-​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​Non sappiamo se quella procedura abbia prodotto altre candidature;

-​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​ ​Non sappiamo in quale data la domanda della Bonasera sia pervenuta al protocollo elettronico del Comune e/o all’URP.