6 Luglio 2021 Attualità

Firme per l’“eutanasia legale” anche a Messina: pronti per il “Referendum Days”

Costituito anche a Messina il comitato per la raccolta delle firme a sostegno del Referendum “Eutanasia Legale” , che verrà presentato nel corso di una conferenza stampa che si terrà l’8 luglio a Palazzo Zanca, nella sala Ovale, alle 9.30.

L’iniziativa promossa dall’associazione Luca Coscioni, punta a raccogliere entro il 30 settembre, in tutta Italia, 500.000 firme per il referendum sull’eutanasia legale, ufficialmente depositato in Corte di Cassazione il 20 aprile e che chiede l’abrogazione di parte dell’articolo 579 del codice penale, che punisce l’omicidio del consenziente.

Del comitato messinese fanno parte Palmira Mancuso, referente per Più Europa e l’associazione Luca Coscioni, Saro Visicaro con l’Associazione Radicali Sciascia, Massimiliano Milazzo e Veronica Pagano per Volt, il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo, e diversi avvocati che hanno aderito all’appello di Marco Cappato per l’autenticazione delle firme in particolare Armando Hyerace, Emilio Fragale, Stefania Scotto, Erika Dollenz, Carmelo Picciotto, Leandro Diana e Daniela Sidari che saranno presenti ai primi tavoli in occasione del Referendum Days dell’ 8, 9, 10 ,11 e 12 luglio insieme ai volontari.

DOVE E’ POSSIBILE FIRMARE A MESSINA

8 luglio – Palazzo Zanca Sala Ovale dalle 9.30 alle 11.30

9 luglio – Piazza Lepanto dalle 21 alle 24

10 luglio – Torre Faro, Pilone (Lanternino) dalle 18 alle 21

11 luglio – Torre Faro, Pilone (Lanternino) dalle 18 alle 21

Inoltre:

Piazza de Popolo dal martedi al venerdi dalle 10 alle 12

Piazza Duomo – Studio Legale Erika Dollenz dal 12 luglio al 16 luglio dalle 10 alle 16

In Italia la legge 219 del 2017 permette la possibilità di interruzione dei trattamenti sanitari salva vita e rispetta le scelte (“disposizioni”) personalissime di ognuno. La “sentenza Cappato”, ha aperto alla possibilità al cosiddetto suicidio assistito, attraverso l’auto-somministrazione, per chi chiede, in determinate condizioni, di porre fine alla propria esistenza di sopravvivenza, ritenuta soggettivamente non più dignitosa.

Restano tuttavia escluse quelle persone, sempre capaci di esprimere la loro volontà in maniera libera e consapevole, ma impossibilitati ad usare parti del loro corpo per l’auto-somministrazione. Restano escluse alcune categorie di pazienti gravi (ad esempio i malati oncologici) che possono vivere senza trattamenti sanitari e senza l’ausilio di macchinari ma comunque condannati a sofferenze che potrebbero essere dagli stessi malati considerate non dignitose per la propria persona.

Il referendum, se sarà possibile raccogliere le 500mila firme, permetterà, nella primavera del prossimo anno, di fare in modo che siano i cittadini e le cittadine italiane a dichiararsi. Permetterà di riflettere sui temi del fine vita, di attivare discussioni e confronti, di rivelare quante persone malate, poste in situazione di sofferenza continua e senza alternativa o speranza di guarigione, chiedono di smettere di sopravvivere.