14 Luglio 2021 Giudiziaria

STALKING: Arrestato ‘Mimmo’ Cecere, l’ex portiere dell’Fc Messina Peloro

Gli agenti della Squadra Mobile, lo scorso primo luglio, avevano dato esecuzione all’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dalla Corte di Appello di Messina, nei confronti di una vecchia conoscenza del calcio messinese ‘Mimmo’ Cecere, quarantotto anni, resosi responsabile dei reati di maltrattamenti e lesioni personali. La misura aveva sostituito quella del divieto di avvicinamento alla quale l’uomo era stato già sottoposto nel settembre del 2020.

Altri accertamenti hanno fatto emergere che Mimmo Cecere, difeso dall’avvocato Salvatore Silvestro che ha già presentato richiesta di scarcerazione al Riesame, aveva violato quanto impostogli, presentandosi presso l’abitazione della vittima e contattandola con messaggi telefonici: ciò ha reso necessario l’aggravamento della precedente misura finendo ai domiciliari.

Domiciliari dai quali però sarebbe evaso per due volte.

Dopo la seconda volta è stata decisa non più la detenzione in casa di un conoscente, ma la detenzione in carcere. Così Cecere, l’ex idolo della tifoseria messinese, diventato poi imprenditore e gestore della nota pizzeria Vulkania di Piazza Antonello, da qualche giorno si trova ristretto presso la casa circondariale di Gazzi.

CHI È

Casertano, 48enne, nato nel 1972 è cresciuto calcisticamente nel Napoli, di cui è stato il terzo portiere nella stagione 1991-1992 in Serie A. Dopo diverse esperienze tra Palermo, Nola, Turris e Bisceglie, è arrivato a Pescara nella stagione 1997-1998, dove ha giocato quattro incontri. Nel gennaio del 1999 è arrivato alla Fermana dove ha vinto un campionato di serie C1 all’ultima giornata, prima di tornare a Pescara e subito nuovamente alla Fermana, con cui ha militato per quasi tutto un campionato di serie B. Poi è arrivato al Messina, nel 2000, quando la squadra militava ancora in Serie C1. È lui il portiere della squadra che vince il campionato ai play off contro il Catania. Nel 2001 è rimasto in compartecipazione fra Messina e Pescara, quindi alle buste la comproprietà è andata al Messina. In estate è passato al Treviso ma già a febbraio è tornato in città, per essere ceduto in prestito al Pescara. Poi viene acquistato dall’Avellino dove trova costanza e un posto da titolare fisso in quattro stagioni. Nel 2011 viene tesserato dal Messina in serie D, e nel dicembre dello stesso anno decide di ritirarsi e inizia la carriera di agente di calciatori e imprenditore.

Quando parò un rigore a Maradona…

L’ex portiere Mimmo Cecere ha militato per sei anni nelle giovanili del Napoli, mentre la prima squadra vinceva in successione due scudetti, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa. Oggi la città partenopea è in lutto per l’improvvisa e prematura scomparsa di Diego Armando Maradona.

Cecere era raccattapalle nel giorno della festa scudetto del Napoli.

“Nel 1986 ero raccattapalle a bordo campo, nel giorno della gara scudetto con la Fiorentina. La mattina non andavo a scuola per vedere dal vivo gli allenamenti. Poi entrai nelle giovanili. A 14 anni vivevo al centro Paradiso, dove i giocatori del Napoli venivano quotidianamente ad allenarsi e mangiavano con noi nella foresteria, dunque eravamo spesso a contatto”, ricorda Cecere.

Pur di incrociare Maradona, nascose un infortunio: “Un giorno a Soccavo avevo la spalla lussata, per una botta subita un’ora prima in partita, ma lui calciava punizioni e rigori alla fine della seduta. Mi buttai soltanto dal lato che non mi faceva male… Era una fortuna allenarsi con quei campioni, sarei rimasto in campo anche senza una gamba”.

A testimoniarlo una foto di un giovanissimo ed emozionato Cecere al fianco del “Pibe de Oro”, che sovrastava in statura. “Per me era un sogno stare in campo con gente fuori dalla norma come Maradona, ma anche Careca, Giordano, Carnevale, Bagni, De Napoli e Francini. Uno squadrone, ragazzi con cui sono cresciuto, che hanno regalato al Napoli trofei mai vinti in precedenza”.

Nel 1989, quando aveva compiuto da poco sedici anni, Mimmo conquistò la copertina, per un rigore parato al campionissimo. “Ad Agnano la mia Berretti sfidava la formazione Primavera. Con loro giocò anche Maradona, che era stato fermo per infortunio e si presentò a sorpresa al campo. In partita si è trovato con me a tu per tu e sono stato fortunato, compiendo delle belle parate e poi riuscii a prendere anche un rigore. Uscì addirittura un articolo in prima pagina sulla Gazzetta dello Sport e il giorno dopo diventai titolare in Primavera, nonostante avessi due anni in meno dei compagni”.

Negli anni successivi ha incrociato spesso Maradona: “Nell’ultimo anno di Primavera mi allenavo spesso con loro. Ho fatto un ritiro in prima squadra e sono stato anche convocato in quattro occasioni. Con Diego parlavo spesso. È stato un grandissimo uomo: essendo di origini umilissime e avendo conosciuto con i genitori la fame, era generosissimo con gli altri, li aiutava. Aveva una fede enorme e prima di riscaldarsi pregava a lungo in ginocchio in un angolo”.