24 Settembre 2021 Giudiziaria

Prendi i soldi e poi fallisci. I legami tra AUGUSTO REITANO e l’avvocato Piero Amara

Era il re della 488, così chiamavano Augusto Reitano negli anni d’oro, tra il 2001 e il 2006 durante i governi di Salvatore Cuffaro in Sicilia e Silvio Berlusconi a Roma. Per lui con contratti Cipe e fondi Ue sono stati stanziati in quegli anni oltre 103 milioni per realizzare alberghi e rilanciare il turismo nell’Isola. Proprio negli stessi anni faceva l’immobiliarista a Milano, con società che vedevano tra i soci anche l’ex ministro Saverio Romano: il tutto per ristrutturare le fabbriche Watt, dove avranno poi appartamenti anche l’ex governatore Salvatore Cuffaro e il politico scomparso Giuseppe Drago (allora tutti compagni di partito nell’Udc e poi nel Pid). Consulente di Reitano è Piero Amara, l’avvocato che ha corrotto giudici per pilotare sentenze e che con le sue dichiarazioni sta mettendo in crisi la magistratura. Dalla fama alla polvere, adesso, dopo che la procura di Messina guidata da Maurizio De Lucia ha chiesto e ottenuto l’arresto per bancarotta fraudolenta di alcune società. Ma andiamo per ordine.

I legami con Amara

Nei giorni scorsi Reitano è stato arrestato perché secondo le indagini del nucleo di polizia economico finanziaria di Messina il fallimento della sua azienda “Network cable srl” è stato causato da una costante distrazione di somme ad altre società sempre riconducibili alla galassia guidata, in maniera occulta, da Retiano attraverso prestanome (altri due sono stati indagati). La società attiva nel settore della fabbricazione di apparecchi per le telecomunicazioni avrebbe poi evaso imposte e Iva per 23 milioni di euro: soldi che sarebbero stati utilizzati per altri investimenti, come la costruzione di alberghi e villaggi turistici.

Interrogato dai Finanziari, un commercialista di Reitano innanzitutto fa il nome di Amara. Giuseppe Cirasa consulente della Network Cable fallita dice agli inquirenti: «Gli unici rapporti li ho avuti con   Augusto Reitano il  quale  mi  è stato presentato  la  prima  volta  dall’avvocato  Piero Amara». Amara ha chiesto poi a Cirasa di fare il commercialista anche di altre società di Reitano. Scrivono i magistrati: «Del resto lo stretto collegamento esistente tra la società fallita ed altre società facenti parte del gruppo  (M&G srl e Marcona srl) si ricava anche dalle dichiarazioni rese da Giuseppe Cirasa, il quale ha riferito di essere stato contattato dall’avvocato Amara di Siracusa per svolgere l’incarico di consulente tributario per le tre società. Peraltro il Cirasa risulta convolto nell’operazione denominata Sistema come risulta dalla sentenza in atti emessa in data 4 dicembre 2018 da cui risulta che al predetto è stata applicata la pena di mesi otto e giorni sei di reclusione in relazione ai reati di falso commessi in concorso  con Longo Giancarlo». Il Sistema Siracusa è il cuore dell’ascesa di Amara attraverso le prime corruzioni di giudici e pm per avere sentenze favorevoli o per ostacolate indagini contro l’Eni.

Gli investimenti con i politici

Il nome di Amara torna poi in un’altra partita che vede protagonista Reitano, questa volta con politici importanti di Sicilia. Nel 2013 la Da.gi srl, società che per gli inquirenti è riconducibile ad Amara, rileva il 100 per cento delle quote della Roma Uno Immobiliare che ha in pancia otto appartamenti appena ristrutturati in via Giacomo Watt a Milano. Il prezzo pagato è di 600 mila euro versati ai soci, più la presa in carico di un mutuo da quasi un milione di euro. Di chi sono le quote della Roma Uno Immobiliare? Dell’ex ministro Saverio Romano e della moglie Stefania Martorana.

Romano infatti nei primi anni Duemila, insieme a Reitano, ha ristrutturato le ex fabbriche Watt e comprato poi 20 appartamenti per un valore di 4 milioni di euro. Nello stesso complesso di via Watt avevano appartamenti anche l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro e l’ex presidente della Regione Giuseppe Drago. Reitano da sempre è amico di questa area politica, tanto che la moglie nel 2011 è stata candidata anche al consiglio comunale di Napoli nel partito di Romano e Cuffaro. In quegli anni Reitano è un imprenditore in vista, considerato appunto il re della 488 e dei fondi europei per il turismo in Sicilia. Anche qui un bel reticolo di legami e rapporti dell’imprenditore che girava a Milano in Ferrari, che aveva preso casa e uffici davanti al Pantheon a Roma e che aveva fino a qualche anno fa anche un appartamento a New York. Una cosa è certa. Le indagini sulla galassia delle aziende di Reitano, la loro ascesa e i loro investimenti pompati anche da soldi pubblici, sono ancora sotto la lente di ingrandimento della procura di Messina. RASSEGNAWEB – FONTE: https://espresso.repubblica.it