Nuovo disordine mondiale: morti gli Stati, c’è solo il business

Ci risiamo. Ennesimo attentato in Europa con vittime innocenti. Stavolta tocca a Stoccolma, in una strada pedonale, fin dentro un supermercato. Morti, feriti e si ricomincia.

L’intelligence svedese avrebbe catturato uno degli attentatori, forse l’autista del camion andato a folle velocità sulla folla.

Guardo indietro, e vedo una scia di sangue che scorre quasi ininterrotta dal quell’undici settembre di ormai tanti anni fa: Manhattan e poi Washington, Bali, Madrid, Londra, Sharm el Sheickh, e poi Yemen, Arabia Saudita, e poi continuando sino ad arrivare all’ultimo anno in Europa, con Nizza, Berlino, Londra.

Oggi di nuovo: Egitto, durante la liturgia della domenica della Palme.

Centinaia di morti, famiglie straziate, bimbi uccisi ed un unico filo conduttore: il sottosuolo della Mesopotamia.

Ve la ricordate? Chi più, chi meno, l’abbiamo studiata tutti: la culla della civiltà, la chiamavano i nostri professori. Io oggi la chiamerei, invece, la culla della morte o del dio danaro.

In realtà, quello che i nostri professori non ci hanno insegnato, è che nel corso dei secoli questa mitica regione asiatica è stata sempre al centro di interessi di potere, più per il sottosuolo che per il ‘sovrasuolo’. Gli enormi giacimenti minerali e petroliferi, presenti soprattutto in Iraq o in Arabia, sono stati il motore di macchine da guerra impazzite, miranti solo al potere economico.

Ed allora, vista in quest’ ottica, magari capisci il perché quella terra fra il Tigri e l’Eufrate è stata dalla notte dei tempi, oggetto di conquista: i Romani, poi i Turchi, e gli Arabi, e poi ancora, dopo la prima guerra Mondiale, spartizioni politiche tra Francia ed Inghilterra, o Russia e Stati Uniti, che mettevano governi fantocci per comandarne il territorio. Poi, capisci anche perche lo zio Sem portò in Iraq sangue e terrore, dietro falsi miti di fabbriche belliche che costruivano bombe atomiche.

E allora chiediti pure perche la Siria, proprio la Siria è oggi oggetto di cosi tanta attenzione, e popoli confinanti, come i Curdi sono invece da decenni offesi nella loro umanità. La risposta è semplice, perché la Siria o la Palestina sono lo sbocco a mare per la ricchezza, per l’oro nero, ma ancora di più per la presenza di gasdotti (per capire meglio la guerra in Siria, occorre ricordare anche le scoperte di gas naturale nel Mediterraneo orientale). E allora, in questi territori, assisti a giochi di potere dei Grandi Stati pseudodemoratici, che manco fosse Risiko: una simulata esportazione di democrazia, il tutto per coprire soltanto business.

Ora, io sto con la pace, certo non sto con la guerra, o con gli estremisti o peggio con i terroristi. Anch’io ho dei figli e quelle scene di abominevole crudeltà scuotono coscienze, sempre e comunque. Ma mi chiedo, i bambini africani, curdi o piuttosto quelli del Bangladesh, non hanno pari valore? A gli occhi dei potenti pare proprio di no.

Allora, cari potenti, non sbandierate bandiere bianche, non esportate democrazia, non mandate missili o bombe a nome mio. Io non ci sto. E soprattutto, non piangete sul sangue innocente, frutto di stragi che solo voi avete scatenato, andando a foraggiare prima regimi, come quello afgano, che poi col tempo vi si sono rivolti contro, il tutto per avere il controllo di zone che, se non avessero un sottosuolo fiorente, o uno sbocco a mare, sarebbero solo mari di sabbia, senza alcun valore o attenzioni particolareggiate.

Potenti del mondo “civile”, abbiate il coraggio delle vostre reali azioni, e delle vostre stragi, perche se oggi in Europa e nel mondo “civile” viviamo nel terrore, e piangiamo le morti di innocenti, la colpa è solo la vostra, della vostra assoluta ingordigia e inarrestabile sete di potere e ricchezza.

Vincenzo Cardile25 Posts

Vincenzo cardile, nato l’ 01/02/1975, avvocato tributarista di professione, radioascoltatore, radiotrasmettitore, Instagram Addict e scribacchino per passione.

Messinese, vespista con cuffiette, amante del mare e di tutto ciò che dia emozione vitale, sia essa sportiva o mondana, purché duri il tempo strettamente necessario a non diventare noia… per l’appunto, alla prossima….

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