Centrosinistra a un bivio: Il disperato appello di Pisapia e l’orecchio da mercante di Matteo Renzi

4 maggio 2017

Da pochi giorni si sono svolte le primarie del Pd. In molti speravano in una vittoria meno pronunciata della linea renziana e invece l’ex Presidente del Consiglio ha retto il colpo della sconfitta referendaria e della crisi interna al Pd e si avvia a determinare le sorti del partito più importante del centrosinistra, se mai resterà tale. Eppure, a voler guardar bene i toni trionfalistici, con cui la notizia della percentuale di voti raggiunta da Renzi è stata presentata, andrebbero un minimo ridimensionati, posto che gli scissionisti che si contrapponevano alla linea dell’ex Premier avevano già abbandonato il partito, ma anche perché, per quanto la percentuale dei votanti sia stata importante (circa un milioneottocentomila persone), si tratta comunque di quella più bassa finora registrata nei gazebo (4 Miloni nel 2005, 3 Miloni nel 2012) e ovviamente lontana da quella dei voti effettivi delle campagne elettorali. In definitiva, la super vittoria renziana in un test tra amici era super scontata. Con ciò non si vuole sminuire il valore delle Primarie, ma solo invitare a riflettere su cosa potrà accadere per le prossime elezioni politiche. Dopo la vittoria renziana ha ancora un senso l’invito rivolto con forza da Pisapia alla vigilia delle primarie, di puntare ad una coalizione di centrosinistra? È davvero arrivato il momento per il giovane Premier, che tuttavia i tempi dettati dalla nuova politica fanno apparire già vecchio, per scegliere con chi allearsi? I continui appelli a fare chiarezza su quale sarà la sua linea politica del domani verranno finalmente sciolti? Il timore è che ciò non avvenga neppure adesso. A spingere Renzi verso la perpetuazione del partito della nazione o verso una coalizione di centrosinistra, probabilmente non sarà un odierno desiderio di fare chiarezza sulla linea politica da proporre agli elettori, probabilmente perché la Politica ha smesso ormai da tempo di occuparsi di programmi, valori e contenuti e si è trasformata in un meccanismo elettorale fine a se stesso, dove contano i giochi di forza, i numeri e le continue campagne per gli acquisti. Vero ciò, se ormai la legge elettorale volgerà al proporzionale, realisticamente ognuno andrà da solo e alla fine saranno le percentuali ottenute a far decidere Renzi sul da farsi, sempre che il Movimento cinque stelle non faccia man bassa di voti e non ce ne sia più bisogno. Ma può davvero il caro Renzi pensare di allearsi ancora una volta nel 2018 con Berlusconi pur di Governare questo Paese? Il fine giustifica i mezzi – direbbe qualcuno -, così come in Sicilia pare che a decidere la futura politica regionale sarà l’asse Renzi-Cardinale. Se questo è lo scenario, quanta presa potrà avere sul segretario del Pd l’invito di lavorare ad una reale coalizione di centrosinistra, capace di unire e costruire; nella quale le diverse anime sappiano federarsi per la realizzazione di un programma definito, espressione di valori condivisi, come antidoto per sconfiggere populismi e le ventate nazionaliste? In fondo è quasi un appello disperato, ma ancora possibile, per tutti coloro che sperano di ritornare alla vera Politica, quella dei contenuti e non del vuoto e sterile contenitore, quella che spingerebbe molti potenziali non votanti per le prossime elezioni a tornare al voto, o molti potenziali votanti per protesta ad esprimere invece un voto convinto. In fondo è quasi un appello per continuare a credere in questo Paese!

Maria Teresa Collica

Sono nata a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1970, mi sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 1995 con una tesi in Diritto Penale sul tema dell’Imputabilità. Nel 1998 ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Nel 2003 ho conseguito il Dottorato di ricerca in “...