Con Pisapia per una Casa Comune

16 Marzo 2017

Era tempo che qualcuno sapesse interpretare quel senso di malessere diffuso che negli ultimi anni ha investito molti elettori del centrosinistra e lo facesse rompendo tutti gli schemi che sembrano ormai imposti dalla politica “rampante”. C’è riuscito Pisapia, l’uomo gentile, dalle idee chiare e concrete, forte di un’esperienza amministrativa che ha visto Milano aprirsi e trasformarsi in pochi anni nella capitale d’Europa, con una coalizione di centrosinistra, anzi di sinistra-centro, come lui stesso ama dire. Oggi quel modello è riproposto in chiave nazionale e riesce a dare una casa a quanti non si sentivano più rappresentati dai partiti, non condividendone metodo e merito. Questa esperienza fa da monito al Partito Democratico affinché assuma una posizione in netta discontinuità col passato. Quel Pd che negli anni ha aperto le sue porte a diversi transfughi della destra decaduta, e in cui i militanti della prima ora hanno avuto nel tempo grandi difficoltà a ritrovarsi. A questo occorre dire basta. Basta ad un Pd perno di un progetto neo centrista, attraverso alleanze di segno trasformista con le forze moderate e di destra, che ha perso la propria identità. Bisogna agire, proponendo un campo aperto della sinistra, capace di unire e costruire.
È stato facile per noi ritrovarci in questo progetto essendo questo l’obiettivo che abbiamo perseguito anche in una dimensione locale.
E anche se moltissimi continuano a dirci che destra e sinistra non esistono più, e che contano ormai solo i leader e non più le idee, siamo stati felici di ritrovarci nelle parole di Pisapia, dalla prima all’ultima, parole che puntano soprattutto sui valori e che sostituiscono il Noi all’Io, sottolineando il bisogno di costruire una rete che leghi esperienze politiche, associative, progressiste, democratiche, ecologiste, civiche, unite nell’esigenza di dare vita a una storia radicalmente inedita.
A ben vedere, pertanto, non si tratta neppure di essere idealisti, essendo più un sano senso di responsabilità a portarci a credere in quella prospettiva, e di farlo proprio nel momento politico più delicato, in cui soffiano impetuosi venti di populismo e di una destra estrema ovunque.
C’è solo una strada per contrastare tutto questo: ritrovarci tutti attorno ai grandi temi: il lavoro, che non può essere svilito a precariato, l’inclusione, la difesa dell’ambiente, la questione morale, l’economia sostenibile. Occorre una Politica che sappia avviare pratiche egualitarie che si scontrino con le grosse lobby, che sia capace di adottare misure sociali e fiscali a favore dei più deboli. In questo percorso, che deve investire prima l’uomo, si può recuperare il ruolo della politica al servizio della collettività e non delle multinazionali e dei potenti della Terra.
Occorre in definitiva elaborare un progetto comune, in cui le diverse identità non vanno cancellate, ma devono costituire le radici per permetterci di crescere ed evolverci. Creare un polo forte di sinistra che non miri all’elitarismo ma al governo del Paese è perciò condizione indispensabile per spingere anche il Partito democratico a ritrovare coesione all’interno di uno schieramento socialdemocratico che abbandoni politiche ultraliberiste per costruire insieme un’alternativa capace di farsi interprete delle reali esigenze della società, scongiurando pericolose derive. Ed è infine sul metodo che ci ritroviamo ancora di più: partire dal basso, con le “Officine delle idee”, spazi di confronto per costruire insieme una Casa Comune. Un modo di costruire che ci ricorda l’esperienza dei Cantieri Territoriali che ci ha fatto incontrare in occasione della candidatura di Rita Borsellino a Presidente della Regione Sicilia e che quindi ci fa sentire particolarmente “a casa” in questo nuovo percorso.

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Sono nata a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1970, mi sono laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Messina nel 1995 con una tesi in Diritto Penale sul tema dell’Imputabilità. Nel 1998 ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense. Nel 2003 ho conseguito il Dottorato di ricerca in “...