IL BLOG DI EVA BUTTA’: IL PICCOLO ANTONIO E IL SUO ORTO SINERGICO. TANTO CON POCO

Scusate il ritardo con cui torno a scrivere… sono state settimane e mesi pieni d’impegni con la scuola e con la “ScuolaCasa” di recente nascita, della quale con piacere racconterò, tra qualche tempo, in modo che l’esperienza che Zoe ed io stiamo sinergicamente creando prenda una forma adatta alla narrazione.

Con la mente ripercorro invece un’esperienza di due anni fa. Ci occupavamo, con una quinta, di settori produttivi e della vocazione agricola della nostra regione, in particolare della produzione nel territorio messinese, in piccola parte affidata a gruppi di lavoro autogestiti, composti da giovani e da giovanissimi. I bambini non si stupirono poi tanto nel sapere che ragazzi appena laureati, o che avevano scelto di studiare autonomamente solo quello che interessava loro, erano tornati al mestiere antico di moltissimi dei nostri avi: lo vedevano come un fenomeno possibile, naturale e anche, per tanti versi, necessario. E a proposito del loro sguardo attento, vorrei esprimere un punto di vista che ritengo necessario quando ci si occupa di relazioni educative, di luoghi e di territori. I Bambini e le Bambine apprendono nel fare, nello scoprire i nessi che li legano a ciò che li circonda, apprendono nel mettere insieme le differenze che diventano risorsa vitale. Perciò partiamo alla volta di Savoca, nella Valle d’Agrò, per scoprirne i tesori architettonici, la natura lungo il corso del fiume e il laboratorio A.P.E., l’Aula Permanente di Ecologia, uno spazio curato da Serena Bonura, tutor in Permacultura, da Antonia Teatino, architetto e da Manuela Trovato, antropologa co fondatrice del progetto APE.

Ricordo ancora oggi quella lunga passeggiata che dall’Abbazia di SS. Pietro e Paolo d’Agrò ci ha condotti al fiume. E’ stato un viaggio di scoperta: si camminava e si parlava prendendo a pretesto ogni creatura, pietra, pianta o animale che si incontrava. Ipotesi, relazioni, “questo è così perché…”, “quel cane forse…e la pecora…”, “i sassi del fiume hanno questa forma perché…”, “conosco queste piante, le ho già viste…”

Poi si arriva da A.P.E….un’aula a cielo aperto dove finalmente scoprire la sinergia armonica tra le specie vegetali, l’orto in cui le piante si sostengono non forzosamente, grazie ad un lavoro intrinseco fondato sulla “differenza”, un eteroappoggio da imitare sul piano sociale.

La cura della preparazione del supporto, nel contesto dell’orto, la pacciamatura, mi fa pensare immediatamente alla didattica inclusiva, laddove è l’ambiente che si prepara ad accogliere ogni diversa abilità (o disabilità…), non il contrario, non il tentativo di integrare intervenendo esclusivamente su un soggetto che deve accogliere le regole del tutto.

L’orto sinergico è la manifestazione in natura del lavoro “sul tutto” che diviene capace di accogliere l’uno, per quanto diverso sia…

La serra invernale, la protezione verso le forme più fragili, l’attesa del germinare senza fretta, mi fanno pensare al Tempo che ai bambini dev’essere restituito come strumento del pensiero autonomo e libero da condizionamenti.

Questo tipo di scuola, ventisei anni fa, ho scelto di servire, quella da cui sgorga, come sorgente, una didattica dei talenti e dell’apprendimento all’aria aperta, a cura di operatori olistici, così definisco l’equipe di A.P.E., che restituiscono a noi insegnanti l’immagine della centralità dei Bambini nella scuola di oggi e di domani.

Uno dei miei alunni, Antonio, ha impiantato del giardino di casa un piccolo orto sinergico, ne ha cura ogni giorno e quando non c’è nulla da fare sta in contemplazione seduto sulla terra a osservarne l’incessante lavoro; ha fatto anche crescere una pianta di pomodori fuori dalle regole dell’agricoltura naturale, ne ha osservato lo sviluppo e ne ha assaggiato il frutto. Ha portato poi in classe i pomodori dei due tipi, l’uno grosso e insapore, l’altro più piccino e gustoso…Ha lavorato intensamente alla piantumazione primaverile del giardino della scuola, portando concime di galline, zappe e tantissimo amore, lo stesso amore che oggi riesce a trasferire nei compiti fatti di libri e quaderni, trasformando le conoscenze in competenze; dietro l’impulso di pensieri dalla micro alla macro economia, attraverso letture scientifiche e sulla decrescita felice, ha costruito una piccola pala eolica, progettandone una più grande per la prossima estate…

Auguro ad A.P.E.(1), a chi continua a condurre con impegno una ricerca in ambito educativo, una lunga, lunghissima vita per far sì che tutti gli Antonio possano far emergere il proprio talento: il mondo ne ha assoluta necessità.

 

Nota (1) : un abbraccio ed un ringraziamento profondo alle conduttrici del Laboratorio A.P.E.. Oggi quella realtà non esiste più nella forma che abbiamo conosciuto, a Savoca. Continua a Catania la sua attività.

Eva Buttà2 Posts

Sono una maestra curriculare di scuola elementare da 25 anni, ne ho 46. Vivo e lavoro a Messina.
Mi avevano avvertita che mi sarei stancata di pensare, annoiata e infine adeguata al contesto, che non è dei più stimolanti, se non fosse per i bambini e le bambine.
Invece sono qui a contrapporre alla buona scuola una scuola buona.
Mi sono formata, come persona e come maestra, con Stefania Guerra Lisi nell’ambito delle Artiterapie e della Musicoterapia; ho esplorato questa modalità dello “stare in quel che si fa” partendo da chi siamo, creando valore attorno a questo concetto, per permettere ai Bambini con cui ho lavorato, e a me stessa, di indagare le diverse discipline di studio, prendendole a pretesto, per sviluppare percorsi aperti alle soluzioni, ricchi di azioni: dall’esperienza alla scoperta, dalla percezione all’immaginazione alla creazione che “in-forma” qualsiasi processo. Dare Valore al processo e non al prodotto, questo è il mio ruolo educativo ogni giorno.
Utilizzo un bellissimo laboratorio di strumenti a percussione, da me creato con l’aiuto e con il riferimento prima umano e poi didattico di due grandi presenze nella mia città, Angelo Tripodo e Giovanna La Maestra: Angelo, ci manchi come l’aria…
Dalla pratica strumentale, psico-motoria-sensoriale, si aprono vie per l’integrazione delle materie scolastiche e fioriscono le tante intelligenze di cui ogni essere umano è portatore.

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