Il popolo dei ‘senza casa’ e il suo NO al G7. Un’opposizione sociale a speculatori e parassiti della rendita

Della questione abitativa si sente parlare spesso nella dimensione della città di Messina e al massimo all’interno del recinto della nostra nazione. Pochi sanno che vari organismi a vocazione internazionale hanno affrontato tante volte il problema della casa, sia al livello di pianificazione e di obiettivi da raggiungere, sia al livello del diritto.

Il diritto alla casa è sancito per la prima volta dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo di Parigi del 1948. Un altro documento rilevante è il Patto Internazionale sui diritti economici, sociali e culturali delle Nazioni Unite del 1966 che stabilisce che gli aderenti al patto riconoscano il “diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la propria famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario ed un alloggio adeguati, nonché il miglioramento delle proprie condizioni di vita…”. Ma il documento che maggiormente entra nella contraddizione tipica di un sistema basato sull’aumento incondizionato del profitto, è la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite. Quest’ultimo, sul tema dell’emergenza abitativa, si propone come obiettivo un significativo miglioramento delle condizioni di vita di circa 100 milioni di persone entro il 2020. Come già accennato, le intenzioni nobili dei dispositivi giuridici internazionali non sono attuati perché la realtà è ben diversa. Un miliardo di persone nel mondo soffrono la precarietà abitativa. Si stima, inoltre, che le persone povere, a scapito degli obiettivi prefissati nella Dichiarazione del Millennio, aumenteranno di 700mln entro il 2020.

Partendo dalla crisi economica del 2008, uno dei fattori fondamentali per cui quest’ultima ha investito la qualità della nostra vita è stata la politica volta a favorire l’acquisto dell’abitazione. Al fine di perseguire questo obiettivo, le banche concedevano mutui sub-prime anche chi non sarebbe stato in grado di poterli estinguere. Il boom del mercato edilizio è stato determinato dall’aumento dei potenziali acquirenti e, nello stesso tempo, determinante per la crisi economica poiché le banche chiedevano delle garanzie ipotecarie sugli inadempimenti dei mutui. Quest’ultimi e l’impossibilità di rivendere sul mercato le case pignorate sono stati fondamentali per il tracollo del sistema finanziario. La politica di accesso al bene casa senza intervento dello Stato è stata disastrosa. Infatti, l’intervento pubblico nelle politiche abitative ha rappresentato, negli anni in cui si è prodotto, un elemento di equilibrio del mercato, un bilanciamento parziale allo strapotere della rendita.

Lo strapotere della rendita, tuttavia, non vuole abbandonare la sua vocazione predatoria. Ogni anno viene svolto il MIPIM, la più grande fiera degli immobiliaristi di tutto il mondo in cui partecipano anche esponenti governativi, con l’obiettivo di ricercare investimenti per il settore immobiliare. L’Italia muove circa 8,1 mld di euro di investimenti all’anno nel settore immobiliare. Nel 2016 si è superata la quota di 9 mld di investimenti, di questi il 60% è rappresentato da investitori stranieri. Nell’ultima edizione, che si è tenuta a Cannes dal 14 al 17 marzo, hanno partecipato oltre gli investitori privati, anche l’Agenzia del Demanio, la Cassa Depositi e Prestiti, FS, ed esponenti del governo. Nello specifico la Cdp ha aperto ai privati la possibilità di utilizzare i beni dello Stato, quali caserme abbandonate ecc. Nell’edizione del 2016, esponenti del governo hanno dichiarato di voler aprire il settore pubblico al mercato privato, con l’obiettivo di superare di 750mln le alienazioni, previste nel 2015, dei beni dello Stato. Possibilità molto concreata in considerazione della partecipazione di sempre più organismi statali o parastatali a questo “EXPO del mattone”.

Obiettivi che non tengono conto dei numeri della crisi e di una difficoltà strutturale da parte delle famiglie italiane di accedere al bene casa. Sono circa 150.000 le richieste di esecuzione di sfratto che ogni anno insistono in Italia, le domande per accedere all’edilizia residenziale pubblica sono circa 700000, di queste ne vengono soddisfate solo il 3%. L’offerta edilizia in Italia è rappresentata perlopiù dal mercato privato, infatti dell’edilizia complessiva solo il 3% è Edilizia Residenziale Pubblica.

Per risolvere questa vera e propria crisi abbiamo stimato (Unione Inquilini) che servono circa 1 mln di alloggi sociali. Dall’altra parte non è più pensabile costruire su un territorio martoriato dal cemento e depauperato di aree verdi. Per questo è importante il riuso del patrimonio pubblico già esistente, e per questo non va svenduto, ma messo a valore per le famiglie in difficoltà.

Il patrimonio pubblico in Italia è stimato in circa 281mld di euro, di questo in grande parte è inutilizzato o in stato di abbandono, tanto che si parla spesso di sprechi per gli affitti passivi dello Stato ai quali c’è da aggiungere il costo della sofferenza abitativa, che non è soltanto un enorme costo sociale ma anche un grande costo economico.

Servono investimenti! Eppure i soldi ci sono se consideriamo che miliardi di euro di soldi pubblici vengono utilizzati per le grandi opere inutili e per il finanziamento delle spese militari al fine di combattere guerre che non sono nostre. Sempre l’Unione Inquilini ha stimato che, con una seria lotta all’evasione fiscale e l’abolizione della cedolare secca al libero mercato, si potrebbero recuperare per le casse dello stato circa 1,5 mld di entrate strutturali, cioè che si ripetono di anno per anno. Infatti sono circa 1mln e mezzo i contratti inevasi (stime della Banca d’Italia), recuperando solo il 25% di questi ci sarebbe un’entrata pari a 250 mln di euro. Abolendo la cedolare secca per gli affitti al libero mercato, una vera e propria regalia ai proprietari di casa, ci sarebbe un’entrata di 900mln di euro facendo una stima a ribasso sul numero dei contratti a mercato libero. Se aggiungiamo la tassazione degli immobili tenuti vuoti (circa 4 mln) per un prelievo di 100 euro annui ad immobile, si rimpinguerebbero le casse dello stato di 400 mln di euro all’anno. Un gruzzoletto più che dignitoso da utilizzare per le famiglie in difficoltà.

Il 26 e 27 maggio di quest’anno corre un appuntamento importante a due passi dalla nostra città. Si svolgerà a Taormina il G7, diventati 7 dopo l’esclusione della non più gradita Russia. Incontro importante che riunirà i governi di USA, Francia, Italia, Germania, Regno Unito, Giappone e Canada che decideranno le sorti del mondo. È fondamentale che quest’evento non passi come tripudio di un modello di sviluppo non più sostenibile, ma che si organizzi un’opposizione sociale per manifestare la nostra indignazione di fronte ai potenti del pianeta terra.

La questione del diritto alla casa è centrale, sia perché la crisi economica ha a che fare con la rendita immobiliare, sia perché la mancanza di prospettive lavorative, l’aumento della disoccupazione dovute a scelte politiche sbagliate, hanno determinato un aumento dei “senza casa”. Questo popolo deve scendere in piazza contro il G7 e per il riuso ai fini abitativi dei luoghi abbandonati, prima che questi ultimi diventino preda degli speculatori e dei parassiti della rendita.

Gianmarco Sposito4 Posts

Nato a Messina il 05/01/1990, frequenta il liceo scientifico G. Seguenza diplomandosi nel 2008. Da sempre appassionato di politica e di lotte sociali. Una passione di famiglia tramandata dal nonno Umberto, militante sindacale e politico che ha fatto parte dell’allora Partito Comunista Italiano. Si iscrive al Partito della Rifondazione Comunista nel 2006, militando dentro i Giovani Comunisti. È Segretario cittadino del PRC tra il 2013 e il 2016. Nel frattempo, si appassiona alla lotta dei “senza casa” fondando nel 2014, insieme ad altri compagni, la federazione messinese del sindacato nazionale degli inquilini e degli assegnatari denominato Unione Inquilini, sindacato storico fondato a Milano nel 1968. Nel settembre del 2015 è delegato dell’Unione Inquilini alla Coalizione Europea per il diritto all’abitare che terrà la sua conferenza a Londra in contrapposizione al MIPIM, la più grande fiera degli immobiliaristi di tutto il mondo. Lavoratore delle ferrovie, è eletto rappresentante sindacale unitario degli impianti fissi di Navigazione. Attualmente è Segretario Provinciale dell’Unione Inquilini Messina.

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Don't have account. Register

Lost Password

Register