La pittrice Carmen Consoli e quei fans 2.0

Ieri sera, prendendo posto in teatro, ho visto sul palco racchiuso a forma di conchiglia, almeno quattro chitarre poste ognuna sul proprio piedistallo, desiderose di essere suonate dalla “cantantessa”, ed in alto un violino ed un violoncello.
Abbassate le luci, tra l’ovazione del pubblico, sale sul palco una donna piena di femminilità, coi capelli raccolti, coperta da un abito intero in pizzo nero, quasi a voler rimarcare le sue radici, che poi sono leitmotiv delle sue ballate, del suo essere sicula, sempre e comunque.
Impugnata la chitarra, accompagnata dalle altre due sirene, violinista e violoncellista, Carmen dà uno schiaffo musicale a tutto ciò che i cantanti (presunti) moderni fanno con ricerche spasmodiche di accordi e riff, che spesso servono solo ad intontire e coprire carenze di contenuti, cercando invece la “rottura” melodica, proprio attraverso la semplicità: quello che ti colpisce, infatti, è il modo in cui lei anima la sua chitarra, dando un ritmo marcato al fiume di parole, intrise di sicilianità, che ne caratterizzano lo stile, proprio per la sua originalità.
E’ ovvio che in lei vedi un background di rocchettara dall’animo soul e senti le influenze della Joplin piuttosto che della Franklin, il tutto farcito con sonorità folk, ma la sua forza sta proprio nell’evoluzione di quelle sonorità, sposate a pieno con gli odori siciliani: è questa la sua forza, la sua unicità, che ha fatto parlare di sé tutto il mondo musicale, tanto da averla giustamente lanciata nel gota della musica italiana ed apprezzata anche in ambito internazionale, tarantellando il rock.
La sua somma maestria con la chitarra secondo me, è però nulla rispetto alla sua arte nel dipingere situazioni e luoghi che tu immagini essere proprio e solo così: le viuzze, le brezze marine, la sposa abbandonata sull’altare, i mille violini suonati dal vento, il rossetto rosso sull’abito nero della ragazza abusata e non creduta, passando per l’amore di plastica, o la storia della badante con l’ottantenne miliardario, piuttosto che quella della guerra, sono pura poesia, quasi di pasoliniana memoria, spaccati di una Sicilia e di una Italia purtroppo vera.
In tutto questo meraviglioso eco di sirene però sono stato distratto da due ragazze sulla ventina, sedute una, nella fila dietro di me, l’altra davanti a me, per il modo assolutamente diverso di “vivere” il concerto.
La ragazza seduta alle mie spalle era una fan sfegatata della cantantessa, e la seguiva sul palco con gli occhi a cuoricino, cantando a squarciagola ogni singola nota. Ad ogni pausa dedicava alla sua icona continue parole d’amore: da un “si troppu bedda” a un “tu si fimmina”, passando per “amore mio”, finendo col più classico “ti amo”, insomma un amore vero, 1.0.
Di contro, guardavo avanti e vedevo un’altra ventenne, anch’essa fan sfegatata, ma lei, anziché vivere la sua passione dal vivo, in una silente tristezza ha preferito viverla online, attraverso il suo smartphone: riprendeva ogni cosa, dalla chitarra, al giro di riff, dall’abito a gli anelli, dalla cantata alla ballata, tutto immortalato e condiviso. Ogni cosa registrata, veniva postata su facebook, piuttosto che su instagram o sui vari gruppi whatsapp, insomma un amore 2.0.
Ora, sono l’ultimo a poter esprimere giudizi musicali, sentimentali o generazionali, però io che amo vivere il momento, le emozioni, le sensazioni e la musica, resto sconvolto da questo modo stupido di condividere le emozioni attraverso i social: per me è più importante “vivere che condividere”ed è inconcepibile pagare 50 euro per ascoltare il concerto della tua amata cantante attraverso un cellulare, pur di ultima generazione, scegliendo invece, tutta la vita, l’amore 1.0, quello urlato a squarciagola, contro tutto e contro tutti, contro le gabbie mentali, retrograde, sessiste che l’eco di sirene della Consoli cerca invece giornalmente di far musicalmente rimbombare siculamente dentro ognuno di noi: chapeau.

Foto copertina Edg

Vincenzo Cardile10 Posts

Vincenzo cardile, nato l’ 01/02/1975, avvocato tributarista di professione, radioascoltatore, radiotrasmettitore, Instagram Addict e scribacchino per passione.

Messinese, vespista con cuffiette, amante del mare e di tutto ciò che dia emozione vitale, sia essa sportiva o mondana, purché duri il tempo strettamente necessario a non diventare noia… per l’appunto, alla prossima….

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