LA RIFLESSIONE: ALT CAPOLINEA! IL TRAM SI FERMA di Marta Previti

12 ottobre 2018

Sono sul solito autobus con cui ogni giorno mi reco a lavoro. Fortunatamente oggi sono riuscita a sedermi… non sempre si trova posto su questa linea, specialmente nelle ore di punta e nel weekend.

Accendo lo schermo del cellulare, entro su Facebook e la prima notizia che leggo è la progressiva eliminazione del tram nella mia città, Messina, con conseguente attivazione di uno “shuttle” che servirà a sostituirlo. Rido se penso all’ipotetica eventualità che qui a Mestre, dove vivo io, ci fossero solo trasporti su gommato. Mi guardo intorno e vedo un signore che dormicchia ed un altro che parla al telefono in una lingua per me incomprensibile, ma sicuramente c’è una donna da qualche altra parte del mondo la cui voce squillante e incalzante risuona in tutto il mezzo. Messina e Mestre sono città diverse, hanno un’affluenza di turisti con proporzioni differenti, per non parlare della quantità di studenti fuorisede o di gente che, come me, si è trasferita per motivi lavorativi.

La maggior parte delle critiche che leggo sugli articoli relativi a questa insensata scelta, sono contro l’amministrazione o quelli a favore, sono soprattutto tra coloro che possiedono più mezzi privati e che probabilmente non hanno mai preso un trasporto pubblico a Messina.

Sulle problematicità del tram, sugli errori di valutazione con cui è stata costruita la linea tramviaria, nessuno ha dubbi. Ma ormai è lì e, per quanto abbia distrutto gran parte della città, serve a quegli studenti provenienti da province calabresi che giornalmente, dopo aver raggiunto Messina, si recano alla fermata dell’Annunziata per aspettare la navetta, così come i tanti dipendenti del personale medico e sanitario chedevonoraggiungere l’ospedale di Papardo.

È il mezzo utile per quei turisti che, abbandonati a se stessi, vogliono raggiungere il Museo Regionale di Messina che non ha ancora sfruttato come merita le sue potenzialità per essere sempre fruibile dal vasto pubblico, restando avviluppato nei retaggi della burocrazia e della scarsa iniziativa di memoria gattopardiana.

Mettere in dubbio la necessità del tram è responsabilità di tutti coloro che, dalla loro macchina con l’aria condizionata, lo stereo ultimo modello e il navigatore satellitare incorporato, non comprendono l’esistenza di un’altra grande fetta della popolazione che, fortunatamente, decide o ha necessità, di sfruttare le risorse della città e togliere la loro auto dalle nostre strade, già logore e segnate da un traffico equiparabile a quello delle grandi città.

Bisogna invece essere sempre critici oggettivi e capire se “questa volta si è d’accordo con il proprio sindaco o no”.

Lo shuttle non sta funzionando come si sperava, questo significa che anche a Messina il trasporto pubblico, dopo l’incentivo dell’ultima amministrazione, sta decollando e che l’utenza, sempre in crescita, non è rassegnata ma diventa sempre più esigente e rivendica il proprio diritto ad una efficiente mobilità urbana.

Adesso bisognerà risolvere i problemi, ma forse, il modo migliore non potrebbe essere quello di fare del trasporto pubblico un reale alleato dei cittadini?

Il mio autobus è arrivato al capolinea spaccando il minuto, i passeggeri scendono ed altri sono già pronti per ripartire, in questo viavai di multiculturalità che colora e riempie le strade delle città.

Sono nata a Messina il 2 ottobre 1991. Gli studi classici del Liceo La Farina mi hanno fatto scoprire l’arte e, ottimista e speranzosa, sono andata nella Capitale e mi sono laureata in Storia e Conservazione del Patrimonio Artistico all’Università di Roma Tre. Ma il caos ...