La riflessione di Vincenzo Cardile: Lasciate tutto e andate dai vostri papa’!

19 Marzo 2019

di Vincenzo Cardile – Penso che uno dei più grandi errori della vita di un uomo, sia quello di guardare alla morte come ad un evento futuro che dovrà accadere, e non capire invece che la morte ci sta dietro, e non è altro che il tempo già trascorso.

Ciò che è passato, non torna… è morto, con tutto ciò che lo ha creato… uomini, sentimenti, emozioni, ma soprattutto, tiene in se tutto ciò che non si è fatto e che non si è detto.

Ci approcciamo alla vita in maniera sbagliata, pensando che ci sia sempre un domani, rimandando così parole, abbracci, sentimenti, e tutto ciò che veramente vorremmo, nella speranza di chissà cosa.

Poi magari ti capita che la notte di un fottutissimo giorno di vattelapesca, ti squilli il telefono di casa.

Che già di per sé, lo squillo del telefono notturno è una delle cose più sgradevoli che ci possa essere.

E dall’altro lato della cornetta, da una voce spezzata dal pianto, ti senti dire proprio quella frase che non vorresti mai sentirti dire.

Ora, queste parole, in questo giorno magico, sono per Voi, che ancora avete ancora la fortuna di avercelo, un padre.

Ascoltatemi. Lasciate tutto. Andate da Lui. Ovunque si trovi, e vomitategli addosso tutto l’amore, l’odio, le paure, le fortune, i dubbi, le speranze, le angosce che vi tenete dentro. Lui, da padre, aspetta solo questo. Non aspettate, non date tempo al tempo.

Cazzo, lui vi ha cresciuto. vi ha visto nascere, crescere, tolto i pannolini ed accucciato quando stavate male.

Vi aspettava la notte del sabato sera quando facevate tardi, maledicendo motorini e fidanzat/e. Vi accompagnava agli esami, urlava e fremeva per voi e con voi. Ed ora è li, vecchietto, con i suoi acciacchi che magari aspetta solo una vostra telefonata.

Ognuno di voi ha dentro di se immagini e colori del proprio papa’.

A me, per esempio mancano le nostre Inter-Juve, i suoi abbracci incantati, il suo sminuire per non vantare, ed il suo vantare per non farmi sminuire, il suo sapore caldo dei maglioni, i suoi avvolgenti sorrisi, la sua ironia graffiante, il nostro modo di mangiare la pizza, lui la crosta, ed io il centro…, la sua forza di indipendenza, le sue mani grandi, i suoi occhi verdi da tuffarti dentro, il giocare a vedermi crescere davanti ad uno specchio, il suo essermi sempre accanto, quella sua infinita voglia di vivere, sempre, dentro di me.

Ecco, perché oggi, pur essendo padre, mi sento ancora figlio. Ed è per questo che mi va ancora di festeggiare. Buona festa del papà a tutti.

Nato a Messina il primo febbraio del 1975, avvocato tributarista di professione, radioascoltatore, radiotrasmettitore, Instagram Addict e scribacchino per passione.

Messinese, vespista con cuffiette, amante del mare e di tutto ciò che dia emozione vitale, sia essa sportiva o mondana, purché duri il tempo strettamente necessario a non ...