La sentenza su Giampilieri. Quando i morti non sussistono

E giustizia è fatta. O meglio, la giustizia all’italiana è stata fatta.
I quotidiani odierni titolano sull’assoluzione degli ex sindaci di Messina, Giuseppe Buzzanca e di Scaletta, Mario Briguglio, nonché dei vari dirigenti di Protezione Civile, dirigenti regionali e provinciali, per i redattori del piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico relativo all’area territoriale tra il bacino del torrente di Fiumedinisi e Capo Peloro, specificando che la Corte d’Appello di Messina ha fatto cadere le varie accuse mosse, inclusa quella di omicidio colposo, a loro carico per la strage di Giampilieri, “perchè il fatto non sussiste”. Trentasette morti e nessun colpevole, e il fatto non sussiste…
Ora, leggendo questi articoli, mi sento un cittadino tradito ed insicuro, soprattutto stufo di un sistema giudiziario malato, pieno di falle sia nella parte inquirente che giudicante, assolutamente in crisi di principi e norme che diano chiarezza e certezza, e soprattutto in grado di punire chi, per azione od omissione, possa nuocere a terzi incolpevoli.
Senza essere tacciato di essere forcaiolo o giustizialista, o peggio, qualunquista, mi chiedo se mai qualcuno abbia dato l’autorizzazione a costruire nelle vallate della morte, se mai qualcuno si è interessato della sicurezza territoriale ed idrogeologica, se mai qualcuno è stato interessato alla sicurezza dei cittadini, e resto attonito.
Il mio pensiero allora, scivola via nei greti dei torrenti insanguinati e la mia rabbia, il mio urlo di dolore rimbomba tra le macerie e si unisce a quello dei parenti delle vittime delle stragi siciliane che, partendo dai cieli di Ustica, passando dall’autostrada di Capaci, girando in via d’Amelio, tracimano a Giampilieri, e mi domando: il fatto non sussiste? I morti non sussistono? Le terre quotidianamente devastate e violentate, non sussistono?
Vero è che le sentenze non si commentano, ma si accettano o si appellano, che i giudici fanno quello che possono, spesso non supportati da prove degne di essere tali, ma è anche vero che centinaia di morti, migliaia di parenti increduli e lacrimanti, e milioni italiani come me e come te, di fronte alla impotenza di questa Giustizia, diventano le ulteriori vittime di una in-giustizia che, nella sua globalità, ha perso di mordente e credibilità e che, diciamocelo, così come costruita, forse incapace a dare risposte ad un popolo disarmato, rassegnato ed abbandonato a se stesso, “assolto” da qualsiasi tipo di certezza. Vincenzo Cardile

Vincenzo Cardile22 Posts

Vincenzo cardile, nato l’ 01/02/1975, avvocato tributarista di professione, radioascoltatore, radiotrasmettitore, Instagram Addict e scribacchino per passione.

Messinese, vespista con cuffiette, amante del mare e di tutto ciò che dia emozione vitale, sia essa sportiva o mondana, purché duri il tempo strettamente necessario a non diventare noia… per l’appunto, alla prossima….

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